HomeCronacaRignano Garganico, sigilli al "ghetto"

Rignano Garganico, sigilli al “ghetto”

Dopo l’incendio, i sigilli al campo di Rodi Garganico segnano un’altro passo in avanti verso la normalizzazione di una situazione che nasconde nel “ghetto” dei lavoratori agricoli (in nero) della Daunia vere e parecchie storie di caporalato e di sfruttamento. A volte storie che rasentano la riduzione in schiavitù.

Agenti della questura di Foggia, carabinieri e uomini del Corpo forestale dello Stato hanno provveduto al sequestro della baraccopoli di Rignano Garganico, più nota come il ‘ghetto’, dove alloggiano centinaia di migranti impegnati nel lavoro nei campi.

Il decreto di sequestro probatorio con facoltà d’uso è stato emesso dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Bari, allo scopo di far luce su tutte le dinamiche relative a presunti fenomeni di caporalato all’interno del campo. Circa 300 le persone che sono state accompagnate in Questura per l’identificazione.

Il 15 febbraio scorso gran parte delle baracche fatiscenti in cui alloggiavano da alcuni anni circa 200 persone di varia nazionalità è andata distrutta a causa di un incendio [QUI L’ARTICOLO]

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Redazione
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