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Dati INAIL 2025: oltre 1.000 morti sul lavoro e allarme infortuni scuola-lavoro. La proposta del CNDDU

I nuovi dati INAIL relativi ai morti sul lavoro ed in itinere da e per il lavoro nel 2025 delineano un quadro drammatico per la sicurezza in Italia. Con 1.093 morti sul lavoro registrate nell’ultimo anno, l’emergenza non accenna a placarsi, estendendosi in modo preoccupante anche al mondo dell’istruzione. Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) ha lanciato un appello urgente al Ministero dell’Istruzione, evidenziando le criticità dei percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Emergenza Sicurezza: i numeri del report INAIL 2025

Il bilancio dell’anno appena concluso è pesante. Non si tratta solo di numeri, ma di una crisi strutturale che colpisce trasversalmente lavoratori e studenti. Secondo il report:

  • 1.093 decessi totali sul lavoro.

  • 80.871 denunce di infortunio che coinvolgono studenti di ogni ordine e grado.

  • 8 decessi avvenuti direttamente in ambito scolastico o formativo.

Un dato, in particolare, solleva dubbi sulla tenuta del sistema attuale: 1.889 infortuni hanno riguardato studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro (PCTO).

La “Zona Grigia” della formazione scuola-lavoro

Secondo il CNDDU, gli studenti inseriti in contesti produttivi si trovano in una condizione di estrema vulnerabilità. Non sono né lavoratori pienamente tutelati, né semplici discenti in un ambiente protetto. “Questa zona grigia è oggi uno dei principali fattori di rischio”, dichiara il prof. Romano Pesavento, Presidente del CNDDU. “Lo studente si trova esposto a rischi tipici dell’attività lavorativa in contesti dove la scuola ha un controllo limitato, ma una responsabilità piena in termini di tutela.”

L’inadeguatezza dei modelli attuali, basati spesso su protocolli puramente formali, rende necessario un cambio di paradigma che metta al centro la prevenzione reale e non solo documentale.

La proposta al Ministro Valditara: Prevenzione Predittiva

Per rispondere a questa crisi, il CNDDU ha sottoposto al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, una proposta tecnica innovativa: l’istituzione di un Sistema Nazionale di Prevenzione Predittiva degli Infortuni Scolastici.

Come funzionerebbe il sistema predittivo?

L’obiettivo è anticipare il rischio attraverso l’analisi dei “segnali deboli”. La proposta si articola su tre pilastri:

  1. Monitoraggio dei quasi-infortuni: Una piattaforma per raccogliere segnalazioni su criticità operative e carenze organizzative prima che avvenga l’incidente.

  2. Piattaforma decisionale vincolante: In presenza di criticità ricorrenti in specifici settori o aziende, il sistema attiverebbe automaticamente la sospensione dei percorsi formativi.

  3. Formazione giuridica operativa: Gli studenti devono essere messi in grado di riconoscere il rischio e praticare l’autotutela consapevole.

Sicurezza e didattica

Il Presidente Pesavento sottolinea come la sicurezza non possa più essere considerata un accessorio della didattica, ma un diritto costituzionale inderogabile.

“Gli infortuni e le morti nei percorsi di formazione scuola-lavoro non sono fatalità, ma l’esito di modelli organizzativi che possono e devono essere ripensati,” afferma Pesavento. “Continuare a considerare questi eventi come ‘incidenti’ significa accettare una narrazione che attenua le responsabilità istituzionali.”

Investire in tecnologie capaci di rilevare criticità ambientali e organizzative, nel pieno rispetto della privacy, è la strada indicata dal Coordinamento per restituire alla scuola il suo ruolo di presidio di legalità.

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