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Un’importante operazione dei Carabinieri ha portato, nella serata di ieri mercoledì 4 febbraio 2026, al fermo di cinque individui ritenuti responsabili di una serie di furti ai danni di diversi istituti di credito. L’attività investigativa ha fatto luce su una scia di colpi messi a segno tra novembre e dicembre scorsi nelle province di Taranto e Matera.
Il bottino e le zone colpite
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i cinque sospettati (residenti tra le province di Bari e Taranto) avrebbero orchestrato una sequenza di assalti agli sportelli automatici. Il valore complessivo del denaro sottratto supera i 171.000 euro.
Le indagini hanno individuato episodi specifici nei comuni di Montemesola, Monteiasi, Mottola, Palagiano e Scanzano Jonico.
Il modus operandi: esplosivi e volti coperti
L’ipotesi accusatoria delinea una strategia criminale consolidata. Il gruppo, agendo insieme a complici ancora in fase di identificazione, si presentava presso le filiali con il volto travisato. Per forzare gli sportelli ATM venivano utilizzati ordigni artigianali, una tecnica pericolosa che permetteva di sventrare i bancomat e prelevare rapidamente il contante custodito all’interno.
Le altre accuse: ricettazione e reati interregionali
Il quadro clinico-investigativo si allarga oltre i confini locali. Uno dei soggetti fermati è infatti indagato per reati simili commessi in Calabria, Campania e Lazio, suggerendo l’esistenza di una rete ben più vasta. Oltre ai furti, ai cinque uomini vengono contestati, a vario titolo, Ricettazione aggravata: legata all’utilizzo di autovetture rubate per la fuga e gli spostamenti. Danneggiamento: tra gli atti vandalici analizzati compare anche il taglio dello pneumatico di un’auto di servizio della Stazione dei Carabinieri di Palagiano.
Prossimi passi giudiziari
I pubblici ministeri hanno già provveduto all’iscrizione dei cinque indagati nel registro delle notizie di reato. Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio di convalida davanti al giudice, durante il quale i fermati potranno esporre la propria difesa e verranno valutate formalmente le accuse a loro carico.











