In occasione di “EFI in Tour: Bari – Ascoltare, Connettere, Agire: la Leadership secondo la Teoria U”, il ciclo di incontri territoriali promosso da Ecosistema Formazione Italia (EFI) per diffondere una nuova cultura della leadership e delle competenze, approfondiamo i temi che stanno trasformando il modo di guidare le organizzazioni e valorizzare le persone.
Dopo aver raccontato le precedenti iniziative di EFI, continuiamo il nostro percorso di analisi dando voce a Stefano Marchese, Vicepresidente e tra i principali interpreti del cambiamento in atto nel rapporto tra formazione, innovazione e benessere organizzativo.
Buongiorno Stefano, grazie per essere con noi. Puoi raccontarci cos’è Ecosistema Formazione Italia e qual è il contributo che l’associazione dà al settore della formazione in Italia?
“Buongiorno a voi, è un piacere.
Ecosistema Formazione Italia nasce quasi tre anni fa dall’idea che la formazione sia un comparto vero e proprio, estremamente ricco e articolato, ma che avesse bisogno di essere messo meglio in relazione per diventare una vera infrastruttura strategica per il sistema Paese.
Fondi interprofessionali, enti formativi, responsabili delle risorse umane, centri di ricerca, università, provider tecnologici e consulenti spesso lavorano in silos che comunicano poco tra loro. Venendo anche da esperienze precedenti nel settore, percepivamo la mancanza di momenti freschi e autentici in cui il comparto potesse incontrarsi per costruirsi davvero.
EFI nasce per questo: creare spazi di confronto, collaborazione e networking qualificato. In altre parole, costruire ponti. Ponti tra chi progetta formazione e chi la vive in azienda, tra innovazione tecnologica e bisogni umani, tra territori e visione nazionale.
Il tema della formazione e, più in generale dello sviluppo delle persone e del mercato del lavoro, va trattato come un ecosistema, non come un insieme di nicchie che lavorano per conto proprio”.
Qual è la visione di EFI e come si traduce in progetti concreti?
“Puntiamo a contribuire a far evolvere la formazione come leva di sviluppo economico, sociale e culturale, rafforzando il legame tra apprendimento, innovazione e competitività del sistema. Non solo migliorare i modelli formativi quindi, ma rafforzare l’impatto che l’intero comparto ha sulle organizzazioni e sul sistema Paese.
Questa visione si traduce in un ecosistema di iniziative complementari: gli EFI in Tour, i forum tematici verticali e l’Innovation Training Summit.
Quest’ultimo rappresenta il momento “clou” di sintesi, il punto di arrivo e di partenza di ogni anno, in cui tutto l’ecosistema si riunisce e convivono i quattro pilastri su cui lavoriamo: innovazione tecnologica, sostenibilità & wellbeing, metodologie formative e sviluppo di business. È il momento in cui il settore si guarda allo specchio e si chiede dove sta andando.
Durante l’anno, gli EFI in Tour portano contenuti e networking sui territori, creando occasioni di confronto diretto tra aziende, professionisti HR ed enti formativi locali.
I forum verticali approfondiscono invece in modo mirato i singoli pilastri:
- il Symposium della Formazione (25 marzo, Università Link, Roma) dedicato a istituzioni, fondi interprofessionali ed enti formativi, incarna una parte del pilastro “sviluppo di business”;
- il People Tech Forum (1-2 ottobre, Fondazione Golinelli, Bologna) per il pilastro “innovazione tecnologica” applicata alla formazione e all’HR.
- il Wellbeing Happiness Forum (21-22 ottobre, Centro Congressi Stella Polare – Fiera Milano, Milano) per “sostenibilità & wellbeing” toccando tutti i temi connessi come ad esempio la salute psicofisica dei lavoratori, il benessere organizzativo, diversità e inclusione (DE&I), purpose e leadership.
Accanto a questi momenti strutturati, promuoviamo anche iniziative che mettono in pratica il concetto stesso di ecosistema in modo convenzionale e non convenzionale. Sul primo, un esempio sono le partecipazioni in collettiva ad altri eventi di settore, fra cui il Learning Technologies a Londra per le realtà italiane che vogliono esplorare opportunità all’estero. Sul secono, va menzionata la nostra partecipazione alla Barcolana 57 dello scorso 12 ottobre, dove abbiamo coinvolto una decina di responsabili HR e imprenditori trasformando un evento sportivo in un’esperienza di apprendimento e networking.
Lavoriamo sempre su un doppio livello: da un lato divulgazione e visione, dall’altro strumenti e pratiche. Il mindset ecosistemico per noi è chiave, cercando sempre di tradurre le idee in azioni”.
Quanto peso ha l’innovazione tecnologica e l’IA nella formazione oggi?
“Ha un peso enorme, ma va letta nel modo giusto. L’innovazione tecnologica – e in particolare l’IA – non sostituisce la formazione: la costringe a diventare più intelligente.
L’AI sta cambiando il modo in cui apprendiamo, personalizziamo i percorsi, analizziamo i dati e progettiamo esperienze formative. Ma il punto centrale resta umano: la tecnologia amplifica le possibilità, non il senso.
La vera sfida oggi non è adottare strumenti, ma sviluppare competenze critiche, capacità di apprendimento continuo e leadership consapevole. L’innovazione tecnologica ha valore quando rafforza queste dimensioni, non quando le sostituisce”.
Puoi offrire ai nostri lettori una breve presentazione del prossimo evento che si terrà a Bari, presieduto da Pasquale Adamo, e incentrato sulla “Teoria U”?
“Sulla scia dell’EFI in Tour Milano del 29 novembre dove abbiamo avuto l’onore di ospitare dopo diversi anni che non veniva in Italia, Otto Scharmer, docente dell’MIT di Boston e fondatore della teoria U, abbiamo organizzato questo EFI in Tour a Bari in collaborazione con Master Coach Italia.
In un contesto in cui siamo abituati a reagire sempre più velocemente, la Teoria U ci invita a rallentare per vedere meglio. È un messaggio controintuitivo, ma oggi più che mai necessario per chi guida persone e organizzazioni.
Questa lente permette di riflettere come stiamo prendendo decisioni nelle organizzazioni attraverso un metodo: ascolto profondo, connessione tra prospettive diverse e capacità di trasformare ciò che emerge in azione intenzionale.
Abbiamo costruito l’evento secondo questi step: prima ascolteremo il cambiamento attraverso le voci delle aziende del territorio, poi metteremo in dialogo prospettive diverse e infine passeremo all’azione, sperimentando alcuni modelli di teoria U nei workshop.
Non sarà una conferenza teorica, ma un vero e proprio laboratorio su leadership, cultura organizzativa e apprendimento.
Chiudo dicendo anche che Bari è una tappa importante anche dal punto di vista simbolico, dato che sarà il primo EFI in Tour organizzato al Sud, e siamo contenti di farlo con un argomento così trasformativo”.
Prima di salutarci, vogliamo guardare un po’ più avanti. Abbiamo già parlato dell’Innovation Training Summit 2026 di Roma: che ruolo avrà questo evento nel percorso di Ecosistema Formazione Italia e cosa possono aspettarsi i partecipanti?
“Il Summit 2026 sarà la terza edizione e rappresenta una tappa importante del percorso di EFI. La prima edizione è stata una scommessa: ascoltando la nostra intuizione e le prime persone che si erano avvicinate all’ecosistema, ci siamo letteralmente “lanciati” nella costruzione di un grande momento di convergenza nazionale al primo anno di associazione. La seconda è stata un consolidamento forte: siamo passati da 150 a 250 relatori, di cui circa trenta internazionali, da 1500 a 2500 partecipanti.
Questo ha dato vita a un 2025 di grande crescita (14 EFI in Tour in giro per l’Italia, la nascita del Wellbeing Happiness Forum, la presenza al Learning Technologies e ai principali eventi di settore, la Barcolana, e altro..) che culminerà nella terza edizione del Summit con molte novità. Fra queste, ci aspettiamo oltre 3000 partecipanti, ci sarà un palco in più dedicato alle demo di prodotto la mattina, alle startup, investitori e aziende che fanno open innovation nel pomeriggio del primo giorno e alle nuove generazioni nel pomeriggio del secondo. E poi un’area espositiva ancora più ricca che quest’anno raggiunge i 50 espositori, 8 workshop e sette Stati Generali (momenti di confronto dedicati tra aziende, professionisti e istituzioni per affrontare le grandi trasformazioni del lavoro, delle competenze e delle organizzazioni) e tanti nuovi relatori sia nazionali, sia internazionali.
Il Summit non è solo un evento: è il momento in cui l’ecosistema si riconosce come tale, sviluppa collaborazioni, raccoglie ispirazioni e riflette sul futuro della formazione e del lavoro”.
Il dialogo con Stefano Marchese riporta al centro una certezza: senza un investimento continuo sulle competenze, l’innovazione rischia di restare un esercizio teorico. Dalla formazione come leva di competitività alla necessità di rassicurare le persone di fronte al cambiamento tecnologico, il tema del capitale umano emerge come snodo decisivo per il futuro del lavoro.
In questo contesto l’incontro di EFI in Tour a Bari si inserisce in questo percorso, offrendo un’occasione di approfondimento e di confronto sui modelli di leadership e sulle politiche di sviluppo delle competenze. Un appuntamento, in cui la partecipazione che guarda ai territori per leggere, in chiave concreta, le trasformazioni che stanno attraversando imprese e organizzazioni.
Inutile quindi, sottolineare quanto la partecipazione all’incontro significa entrare nel dibattito su come governare il cambiamento, a partire dai territori e dalle esperienze reali.











