HomePoliticaDai ComuniOrta Nova: ma di cosa hanno paura questi sedicenti antifascisti?

Orta Nova: ma di cosa hanno paura questi sedicenti antifascisti?

Sulle polemiche seguite dalla scelta di ospitare una presentazione del libro del pronipote di Mussolini nell’Aula Consiliare del Comune di Orta Nova, interviene Potito Peruggini, il Presidente dell’Osservatorio Nazionale “Anni di piombo” per la Verità Storica. Questo il suo intervento.

Orta Nova oggi si è scelto di difendere la democrazia autentica: la presentazione del libro “Mussolini e il Fascismo. L’altra storia” di Caio Giulio Cesare Mussolini è stata confermata nella sala consiliare. Il sindaco Domenico Di Vito ha dimostrato grande rigore istituzionale, rispettando scrupolosamente le norme vigenti e le richieste formali avanzate, senza mai piegarsi a pressioni esterne o ideologiche.

Ho apprezzato il suo approccio deciso e trasparente: “Da sindaco non posso fare altro che far rispettare le norme”, ha dichiarato, mantenendo costante il dialogo con la Prefettura per garantire l’ordine pubblico in un territorio complesso e delicato come Orta Nova. Nonostante le veementi proteste di ANPI, CGIL e Sinistra Italiana – che gridano al revisionismo storico – il sindaco ha evitato revoche ingiustificate, smascherando così polemiche pretestuose che nulla hanno a che vedere con il rispetto delle regole democratiche e istituzionali.

Mi preoccupa profondamente questo clima di intolleranza sempre più diffuso, dove forme di ricatto tentano continuamente di bloccare esercizi democratici elementari come la semplice presentazione di un libro. Basti pensare alle aggressioni fisiche e alle uccisioni recenti, come quella del giovane militante Quentin Deranque a Lione, barbaramente vittima di estremisti di sinistra in un contesto di odio politico crescente e inarrestabile. Ricordo bene, a tal proposito, l’annullamento all’ultimo minuto del nostro convegno sugli “anni di piombo” all’Università di Foggia, datato 24 marzo 2025: dopo mesi di meticolosa preparazione per un dibattito equilibrato sulle vittime di ogni parte, fu cancellato per “motivi di sicurezza” solo perché dava fastidio a qualcuno.

Ma di cosa hanno paura questi sedicenti antifascisti? Perché non sono capaci di confrontarsi sulla storia con argomenti solidi, dibattiti aperti e prove concrete? Si comportano esattamente come i peggiori dittatori del passato, ricorrendo alla censura e impedendo con la forza la libertà di espressione che dovrebbe essere il pilastro di ogni democrazia autentica. È ora di dire basta a queste derive autoritarie: dobbiamo preservare con determinazione la democrazia vera, fondata su un confronto libero, pluralista e privo di censure ideologiche.

Potito Perruggini Ciotta
Presidente Osservatorio Nazionale
“Anni di piombo” per la Verità Storica

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Redazione
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