Domani 27 febbraio, dinanzi alla Commissione del Ministero della Cultura, Gravina in Puglia sarà chiamata a raccontare la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028.
La “Città dell’Acqua e della Pietra” è tra le dieci finaliste selezionate a livello nazionale e l’unica candidata pugliese ad aver raggiunto la fase conclusiva, dopo un percorso che ha visto coinvolte anche altre realtà regionali. Un risultato che riconosce la solidità del progetto presentato e la qualità del lavoro svolto in questi mesi.
La delegazione, guidata dal sindaco Fedele Lagreca, rappresenta l’intera cittadinanza: istituzioni, comitato promotore, sistema culturale, mondo imprenditoriale e società civile, a testimonianza di una candidatura costruita in modo partecipato e collettivo.
L’audizione al Ministero non rappresenta soltanto la presentazione formale di un dossier, ma la condivisione di una visione costruita attraverso un percorso diffuso di ascolto e confronto con il tessuto culturale, associativo, imprenditoriale e sociale del territorio. Un lavoro corale che ha trasformato la candidatura in un processo già attivo di partecipazione e cittadinanza.
Il progetto “Radici al futuro” che dà il titolo alla candidatura si fonda su una parola chiave: accogliere. Accogliere come responsabilità civica, come capacità di custodire il passato, interpretare il presente e progettare un futuro culturale. Significa valorizzare la propria identità per generare relazioni, sviluppare pratiche e costruire alleanze.
Gravina propone così un’idea di cultura non effimera né elitaria, ma radicata nella comunità e orientata a uno sviluppo sostenibile. Una cultura che nasce dall’ascolto e si traduce in progettualità concreta, con l’obiettivo di intrecciare patrimonio, innovazione e partecipazione attiva.
La conformazione stessa della città, che trova espressione nel paesaggio rupestre, negli ipogei, nelle architetture scavate nella pietra e nell’iconico Ponte Acquedotto, racconta una storia di accoglienza e tutela: un territorio concepito per contenere, collegare e trasformare. Da questa identità prende forma una proposta culturale che guarda al Mezzogiorno e al Mediterraneo non come margini, ma come cerniera di connessione e dialogo.
L’appuntamento di domani rappresenta un passaggio decisivo per il percorso di candidatura, ma anche l’evoluzione di un lavoro condiviso che ha già messo in moto energie, relazioni e progettualità.
Foto di Carlo Centonze











