Ieri mattina, 8 marzo, Piazza Sedile a Modugno è stata lo scenario di un incontro informativo cruciale in vista del prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. L’iniziativa, promossa da numerose associazioni del territorio, ha avuto l’obiettivo di analizzare criticamente la riforma della giustizia, denunciandone le potenziali insidie per l’equilibrio democratico dello Stato.
Il dibattito è stato arricchito dal contributo tecnico dell’avvocato Nicolas De Noia del Foro di Bari, esperto in diritto processuale civile, che ha risposto ai dubbi dei cittadini.
Le ragioni del dissenso: perché votare NO
Secondo i promotori del presidio, la riforma — approvata dal Parlamento il 30 ottobre 2025 — rappresenta più un vantaggio per la politica che un beneficio reale per l’efficienza dei processi.
Ecco i punti critici evidenziati durante l’incontro:
- Mancanza di confronto democratico: Il ricorso sistematico al voto di fiducia e alle procedure d’urgenza ha impedito un reale dibattito parlamentare su ben 7 articoli della Costituzione.
- Separazione delle carriere superflua: Viene definita un “falso problema”, poiché la riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022) limita già drasticamente il passaggio tra funzioni di giudice e PM.
- Il rischio del sorteggio: Il meccanismo del sorteggio per i componenti del CSM è ritenuto incompatibile con un organo di rilievo costituzionale, rischiando di svuotare di senso l’autogoverno della magistratura.
- Indipendenza del PM a rischio: La separazione degli organi di autogoverno potrebbe favorire una gestione gerarchica delle Procure, rendendo i pubblici ministeri più facilmente influenzabili dal potere esecutivo.
- Costi elevati e benefici nulli: La riforma non interviene sulla durata dei processi, ma comporterà costi strutturali permanenti per la creazione di nuovi organismi, come la Corte disciplinare.











