Le luci dell’Auditorium della Tecnica di Roma si sono appena spente, ma l’energia generata in questi due giorni di Innovation Training Summit è destinata a propagarsi a lungo. Come inviato che segue l’evoluzione del tech, raramente ho assistito a una tale convergenza di intenti: non siamo più davanti a semplici “corsi di aggiornamento”, ma alla creazione di una vera e propria politica industriale delle competenze.
Passeggiando tra i marmi dell’Auditorium della Tecnica di Roma, a conclusione di questa terza edizione, la sensazione prevalente non è solo quella di aver assistito a un successo di numeri — con i suoi 3.500 partecipanti e un mercato HR Tech ormai consolidato oltre il miliardo di euro — ma di aver finalmente trovato una maturità di visione.
La formazione in Italia ha smesso di essere un’urgenza da rincorrere per diventare un territorio da abitare con strategia e lungimiranza. Non si è parlato solo di “cosa” imparare, ma di “come” costruire un sistema che sostenga il Paese nel lungo periodo.
Stefano Marchese: L’Architetto dell’Integrazione
Per scendere nel profondo di questa trasformazione, abbiamo avuto il piacere di intervistare Stefano Marchese, Vicepresidente di EFI (Ecosistema Formazione Italia).
Se EFI è diventata in pochi anni il punto di riferimento per oltre 1.000 player del settore, lo si deve in gran parte alla visione pragmatica e trasversale di Marchese. Presentarlo semplicemente come un dirigente sarebbe riduttivo: Stefano è il vero architetto delle sinergie all’interno dell’Ecosistema e figura focalizzata sull'”equilibrio tra umano e tecnologico”.
La sua figura rappresenta l’anello di congiunzione vitale tra:
- Innovazione Tecnologica: La capacità di integrare l’AI e i dati nei processi formativi senza perdere l’orientamento.
- Solidità Istituzionale: Il dialogo costante con i Fondi Interprofessionali e le Istituzioni per rendere la formazione finanziata un processo agile e realmente utile alle imprese.
- Visione Umanistica: La ferma convinzione che la tecnologia sia il “mezzo”, ma il fine resti sempre l’empowerment della persona.
Marchese è colui che, si è spesso speso pubblicamente per una visione della formazione che non sia solo “digitalizzazione selvaggia”, ma un processo di rete che richiede governance e relazioni umane solide e che dietro le quinte e sul palco, lavora affinché i diversi attori della filiera — dalle startup EdTech alle grandi Corporate — parlino la stessa lingua. La sua leadership pacata ma determinata è stata fondamentale per il successo degli Stati Generali della Formazione, dove la complessità burocratica ha finalmente lasciato spazio a soluzioni operative concrete.
Guarda l’intervista integrale qui sotto:











