In Puglia, la lotta contro il tumore al seno vive un paradosso tutto burocratico: la legge c’è, ma non viene applicata. Nonostante l’approvazione nel febbraio 2022 di un provvedimento che estende l’accesso gratuito allo screening mammografico alle donne tra i 45 e i 74 anni, ma la regione continua a garantire il servizio solo alla fascia 50-69 prevista dai livelli essenziali di assistenza nazionali.
Sull’argomento interviene, con una nota, il gruppo di Fratelli d’Italia – presidente Paolo Pagliaro con i consiglieri Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri – a seguito della presentazione di una mozione.
“La legge c’è, ma non viene attuata. In Puglia, purtroppo, siamo abituati a questa stortura. In questo parliamo della legge regionale approvata a febbraio 2022 ma inapplicata da oltre quattro anni, che prevede l’estensione dell’accesso gratuito allo screening mammografico per le donne fra i 45 e i 74 anni. Ad oggi, secondo i Lea del Servizio sanitario nazionale, la mammografia gratuita ogni due anni è prevista solo per le donne dai 50 ai 69 anni, ma allargare questa fascia d’età è fondamentale per ampliare la prevenzione e salvare tante donne dal cancro alla mammella. Il paradosso è che la Puglia l’ha fatto, ma solo sulla carta. Da qui la nostra mozione, che obbliga la Giunta regionale a dare seguito alla legge del 2022.
“I dati del report ‘I numeri del cancro in Italia’ del Ministero della Salute confermano che il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne. In Puglia – secondo gli ultimi dati GISM (Gruppo Italiano Screening Mammografico) – circa 3100 donne all’anno si ammalano di tumore maligno della mammella. Il trend dell’incidenza è in aumento statisticamente significativo, in particolare nelle fasce di età di screening ma anche pre-screening. Circa 790 all’anno muoiono in Puglia per tumore della mammella, e la sopravvivenza nella nostra regione è più bassa di quella italiana, in particolare nelle fasce di età 55-74 anni. Ecco perché è vitale allargare la diagnosi precoce con screening mammografici regolari. Chiediamo di discutere questa mozione con urgenza in Consiglio regionale e siamo certi che verrà approvata, ma saremo vigili perché questa volta non resti inapplicata, per prevenire gli effetti mortali del tumore al seno, a tutela della salute pubblica e nel rispetto della giustizia sociale”./comunicato











