E’ stata incardinata questa mattina in VII Commissione la proposta di legge di modifica dello Statuto regionale, riguardo alla composizione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio e delle Commissioni, di cui è primo firmatario il consigliere Luigi Caroli (FdI).
In particolare, con il testo illustrato dallo stesso proponente, si ritiene opportuno estendere le previsioni del regolamento del Senato allo Statuto della Regione Puglia attraverso una specifica modifica, così da prevedere sin dall’approvazione della legge, che il consigliere regionale il quale cambi Gruppo regionale in cui è stato eletto, decada dalla carica di componente dell’Ufficio di Presidenza e dal ruolo di presidente o vice presidente delle Commissioni consiliari permanenti, proprio al fine di evitare mobilità consiliare all’interno del Consiglio regionale.
La sanzione della decadenza possa essere applicata anche al presidente del Consiglio regionale.
In virtù di quanto è scaturito nel corso del dibattitto che si è sviluppato durante la seduta odierna, è passata la proposta riveniente dai consiglieri della maggioranza (De Santis, Spaccavento, Tammacco, Vurchio, Barone) a cui si sono aggiunti i consiglieri Luigi Lobuono (Misto) e Carmela Minuto (FI), con cui è stato chiesto il rinvio per necessità di approfondimento della norma.
L’approfondimento richiesto in merito al testo proposto dal Gruppo di Fratelli d’Italia, riguarderebbe in particolar modo la valutazione di collocare la norma all’interno del Regolamento di funzionamento del Consiglio regionale piuttosto che modificare lo Statuto regionale. A tal proposito, il consigliere Caroli, ha chiesto al dirigente della Sezione Assemblea, di esprimersi sulla fonte regolatrice in merito alla collocazione della modifica in discussione, il quale ha spiegato che con la modifica statutaria si interviene in seno ai componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio e che invece modificando il Regolamento si agirebbe sul funzionamento del Consiglio, riguardando quindi solo gli uffici di presidenza delle Commissioni. Per quest’ultima specie non sarebbe necessaria neanche una proposta di legge, ma un atto amministrativo che seguirebbe comunque l’iter legislativo.
Dal consigliere Domenico De Santis (Pd), è pervenuta la richiesta di approfondimento e di intervenire con la modifica al Regolamento, proponendo allo stesso tempo di ascoltare nel merito il parere di alcuni costituzionalisti per evitare di ledere l’art. 67 della Costituzione, relativo alla rappresentanza di chi esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Gli ha fatto eco il consigliere Saverio Tammacco (Per la Puglia), sostenendo che lui all’elezione dei componenti dell’Ufficio di presidenza ha votato la persona indicata dalla maggioranza e non il partito. Da qui la richiesta di valutare la proposta di legge, in considerazione dei differenti casi che si possono presentare nell’eventualità si decidesse di appartenere ad un altro partito o passare dalla parte politicamente opposta.
Il capogruppo di Fratelli D’Italia Paolo Pagliaro, ha accolto l’apertura del centrosinistra, ritenendo però che oggi la norma così come è scritta è abbastanza chiara nella sua interpretazione, ma soprattutto, alla luce di ciò che è accaduto nella passata legislatura, quando l’intero Consiglio regionale è stato ostaggio a seguito di un cambio di appartenenza politica di un componente dell’Ufficio di presidenza. “Ed è questo che ha spinto – ha evidenziato il presidente Pagliaro – il consigliere Caroli, che ha trovato il sostegno di tutto il Gruppo, di presentare un simile testo normativo, affinchè si arrivi a riaffermare il valore alto della politica, e solo approvandolo sarà possibile dare un segnale di discontinuità e prenderci il primato della buona politica. La coerenza e la fedeltà devono essere principi indissolubili per garantire un proficuo mandato legislativo”.
Anche la consigliera Rosa Barone (M5S), cogliendo l’aspetto positivo della norma, è intervenuta proponendo di rivederla nel perimetro più corretto, al fine di giovare al futuro della Regione.
Con l’auspicio di arrivare ad una proposta condivisa, il presidente del Gruppo Misto Luigi Lobuono e la consigliera di FI Carmela Minuto, hanno votato per il rinvio, propensi a valutare insieme alla maggioranza la parte relativa alla tipologia del cambio di appartenenza da parte del consigliere-componente dell’Ufficio di presidenza.
Orientanti ad intervenire solo con una modifica al Regolamento si sono dimostrati i consiglieri Felice Spaccavento (Prossima) e Giovanni Vurchio (PD), dichiarandosi comunque contrari ai “cambia di casacca”.
Favorevole alla norma si è espresso anche il capogruppo della Lega Fabio Romito, condividendola in toto in termini di pratica, in considerazione del fatto che appare evidente che i designati per l’Ufficio di presidenza sono espressione di un accordo politico in rappresentanza di una parte politica, e che legiferando in tal senso si eviterebbe di correre il rischio di ingessare l’attività legislativa nel caso in cui chi ha ottenuto un incarico istituzionale dovesse decidere di appartenere ad un altro partito.
Il presidente della Commissione ha aggiornato i lavori ad una successiva seduta, previo accordo sul testo.











