La dichiarazione del vicepresidente del Consiglio e consigliere regionale, Renato Perrini, a margine dell’audizione, nella giornata di ieri in commissione Ambiente, sulla situazione di Kyma Ambiente, l’azienda per l’igiene urbana e rifiuti di Taranto.
“Esprimo preoccupazione per il futuro di Kyma Ambiente Taranto e per l’intero sistema di gestione dei rifiuti ionico. Quanto è emerso oggi in Commissione Ambiente conferma un quadro di estrema precarietà e confusione gestionale, tecnica e operativa che non può più essere ignorato. Parliamo di un’azienda il cui destino è cruciale non solo per Taranto, ma per l’equilibrio dell’intero sistema regionale dei rifiuti. È inaccettabile il clima di incertezza che vivono i lavoratori, che garantiscono servizi essenziali. L’impianto di proprietà, inoltre, fermo dal 2013 e valutato 40 milioni di euro, rischia di diventare un peso sul bilancio se dovesse perdere il titolo autorizzativo (AIA) attualmente in proroga.
Siamo di fronte al fallimento di vent’anni di politiche regionali e comunali che non hanno saputo chiudere il ciclo dei rifiuti. Oggi a Taranto la tari è alle stelle: la differenziata non decolla e la città è costretta a conferire in discarica con costi che superano i 20 milioni di euro l’anno. È indispensabile conoscere il piano regionale dei rifiuti, con la mappa degli impianti sul territorio.
Serve chiarezza, inoltre, rispetto alle manifestazioni di interesse per il revamping del termovalorizzatore che potrebbero portare royalties significative a Kyma (fino a 1 milione di euro annui) e abbattere drasticamente la tassa sui rifiuti per i cittadini.
Non permetteremo che l’inefficienza amministrativa degli ultimi due decenni, sia regionale che comunale, ricada ancora una volta sulle spalle dei tarantini e dei lavoratori di Kyma Ambiente. Serve un piano industriale serio e una volontà politica chiara per chiudere definitivamente il ciclo dei rifiuti in Puglia”.











