HomeCronacaMichelangelo Scamarcia: il tragico ritrovamento a Carbonara

Michelangelo Scamarcia: il tragico ritrovamento a Carbonara

Il quartiere Carbonara di Bari è stato scosso nella tarda mattinata di oggi dal tragico epilogo della vicenda di Michelangelo Scamarcia, il 68enne di cui si erano perse le tracce da diverse settimane. Il corpo senza vita dell’uomo è stato rinvenuto dai Carabinieri della Compagnia Bari San Paolo all’interno di un esercizio commerciale gestito da cittadini cinesi, situato in una zona centrale e regolarmente aperto al pubblico. La scoperta, avvenuta in circostanze che molti definiscono surreali, pone fine alle speranze della famiglia ma apre nuovi, inquietanti interrogativi su come il cadavere sia potuto rimanere inosservato all’interno di un negozio frequentato dai clienti.

La cronologia della scomparsa: un mese di angoscia

La vicenda ha inizio a metà marzo, segnando trenta giorni di ricerche incessanti e appelli disperati. Ecco i passaggi salienti che hanno preceduto il ritrovamento:

  • 11 Marzo: Michelangelo Scamarcia si allontana dalla sua abitazione a Carbonara senza dare più notizie.

  • Settimane successive: I familiari presentano denuncia e lanciano numerosi appelli, anche attraverso trasmissioni televisive e social network, sottolineando la fragilità dell’uomo.

  • Le ricerche: Le forze dell’ordine setacciano il quartiere e le zone limitrofe, analizzando le telecamere di sorveglianza della zona senza riscontri immediati.

  • Aprile: Dopo circa un mese di silenzio, la macabra scoperta avviene proprio nel cuore del quartiere dove l’uomo era nato e cresciuto.

L’intervento della Scientifica e i rilievi nel negozio

Subito dopo il ritrovamento, l’area è stata transennata per permettere l’accesso ai militari della Sezione Investigazioni Scientifiche (SIS). Gli esperti hanno effettuato rilievi tecnici approfonditi all’interno del locale per determinare l’esatta posizione del corpo e cercare tracce che possano spiegare la dinamica del decesso. Al momento, il massimo riserbo avvolge l’ispezione cadaverica: non è stato ancora chiarito se la morte sia avvenuta per cause naturali o se vi siano elementi che possano far ipotizzare responsabilità di terzi. L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sul lasso di tempo trascorso tra il decesso e il ritrovamento.

L’uomo, del quale non si avevano notizie dal 31 marzo scorso e per il cui ritrovamento erano state mobilitate le Forze dell’Ordine, è stato rinvenuto senza vita all’interno di un negozio di abbigliamento, accessori e oggettistica per la casa. Il cadavere di Michelangelo Scamarcia è stato notato in buste di cellophane ed era in avanzato stato di decomposizione. 

Le indagini della Procura e i prossimi passi

Il coordinamento del caso è affidato alla Procura della Repubblica di Bari, che ha già aperto un fascicolo per fare piena luce sull’accaduto. Sarà fondamentale l’esame autoptico per stabilire con certezza la data e la causa della morte di Scamarcia. Gli inquirenti dovranno inoltre chiarire come sia stato possibile che il corpo sia rimasto all’interno di un’attività commerciale aperta al pubblico senza che nessuno desse l’allarme per settimane. Le testimonianze dei gestori del negozio e l’analisi dei sistemi di video-sorveglianza saranno elementi chiave per ricostruire gli ultimi istanti di vita del 68enne e restituire verità a una famiglia oggi chiusa nel dolore. Il titolare del negozio è stato fermato nella giornata di oggi per accertamenti. Secondo i primi rilievi, i carabinieri sarebbero riusciti a risalire al negozio dopo aver verificato alcuni tentativi di prelievo bancomat effettuati dal conto dell’uomo nell’attività commerciale. I militari sono giunti nel locale a seguito di una segnalazione.

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Redazione
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