HomeCronacaGallipoli, incastrato dallo smartphone della ex: arrestato stalker recidivo

Gallipoli, incastrato dallo smartphone della ex: arrestato stalker recidivo

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un 33enne di Gallipoli, già noto alle autorità, con l’accusa di atti persecutori aggravati ai danni dell’ex compagna. L’uomo non era nuovo a simili condotte: dopo essere stato colpito da un ammonimento del Questore di Lecce, era già finito ai domiciliari nel settembre precedente per episodi analoghi. Nonostante il percorso giudiziario e la scarcerazione avvenuta ad aprile, il 33enne ha reiterato i propri comportamenti ossessivi subito dopo un fallimentare tentativo di riconciliazione con la vittima.

L’assalto notturno: calci alla porta e vetri infranti

Il culmine della violenza è stato raggiunto durante la scorsa notte, quando l’aggressore si è presentato presso l’abitazione della donna. In un crescendo di furia, l’uomo ha tentato di abbattere la porta d’ingresso a calci nel tentativo di fare irruzione nell’appartamento. Non riuscendo a entrare, ha scagliato una pietra contro la finestra della camera da letto, mandando in frantumi il vetro e gettando la vittima in uno stato di profondo terrore.

La prova decisiva: il video registrato con il cellulare

A segnare la svolta nelle indagini è stata la prontezza della vittima. Nonostante il panico del momento, la donna è riuscita a filmare l’intera aggressione con il proprio smartphone. Il video, consegnato tempestivamente agli agenti del Commissariato di Gallipoli, ha fornito una prova schiacciante e inequivocabile dell’identità dell’aggressore e della violenza delle sue azioni, rendendo vano ogni tentativo di fuga o negazione.

Arresto in “flagranza differita”: l’applicazione del Codice Rosso

L’arresto è scattato grazie alla procedura di flagranza differita, uno strumento giuridico introdotto dalle recenti modifiche al “Codice Rosso rafforzato”. Questa norma permette alla Polizia Giudiziaria di procedere al fermo anche se l’autore non viene sorpreso sul fatto, a patto che esistano documentazioni video o fotografiche che attestino il reato senza ombra di dubbio. Per l’uomo si sono riaperte le porte del carcere, a conferma della linea di massima fermezza contro la violenza di genere.

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Redazione
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