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L’ultimo ruggito del San Nicola: Bari si stringe attorno a Igor Protti e gli intitola la Curva Nord

Una serata sospesa tra le lacrime, i cori da brividi e l’orgoglio profondo di una terra che non dimentica chi l’ha amata senza riserve. Ieri sera, venerdì 26 giugno, lo stadio San Nicola di Bari ha riaperto le sue porte per celebrare l’ultimo, straordinario ritorno a casa di Igor Protti.

A pochi giorni dalla sua dolorosa scomparsa, avvenuta il 19 giugno all’età di 58 anni dopo una lunga malattia, l’indimenticato “Zar” biancorosso è tornato nel suo teatro più grande. Per sua esplicita volontà, la famiglia ha portato l’urna con le sue ceneri sulla pista d’atletica del San Nicola, permettendo al popolo barese di tributargli un ultimo e solenne saluto sotto la Curva Nord, sede del tifo più caldo e che da ieri porta proprio il nome dell’ex centravanti biancorosso.

Il giro di campo e l’omaggio sotto il cuore del tifo

Nonostante la parziale inagibilità dei settori dovuta ai palchi dei concerti estivi, i tifosi hanno gremito la Tribuna Est (aperta eccezionalmente per l’occasione) fin dalle prime ore della sera, trasformando l’evento in una vera e propria manifestazione d’amore collettivo.

Il momento di massima commozione si è consumato intorno alle 19:45, quando l’urna contenente le ceneri di Protti ha iniziato un lento giro di campo a bordo di un’auto, accompagnata dal boato dei presenti, dallo sventolio di sciarpe e dai cori storici che hanno segnato la metà degli anni Novanta. L’auto si è fermata proprio sotto la Curva Nord, il settore più caldo e identitario della tifoseria, dove la memoria del numero 10 rimarrà impressa per sempre.

La Curva Nord diventa ufficialmente “Curva Nord Igor Protti”

Durante la serata, il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha dato lettura della delibera di Giunta, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, che sancisce l’intitolazione ufficiale del settore. Da ieri, quel pezzo di stadio si chiama “Curva Nord Igor Protti”.

Le parole del primo cittadino hanno sottolineato la natura unica di questo legame, che ha superato di gran lunga i semplici meriti sportivi: “Igor Protti non è stato soltanto un grandissimo calciatore, ma è patrimonio identitario della nostra città. Il suo rapporto con Bari è andato ben oltre il rettangolo di gioco, trasformandolo in un simbolo di lealtà, umiltà e amore incondizionato per i nostri colori.”

La commozione degli ex compagni e lo “Zar” di tutte le piazze

Sul prato del San Nicola erano presenti molti storici ex compagni di squadra, visibilmente scossi. Tra loro Sandro Tovalieri – partner d’attacco storico con cui Protti ha formato una delle coppie più iconiche del calcio italiano –, Massimiliano Tangorra e l’amico fraterno Alfonso Cacciapuoti, a cui lo stesso Igor aveva affidato la volontà di organizzare questa serata barese.

Il legame tra Protti e Bari è stato unico: nella stagione 1995/1996, l’attaccante vinse il titolo di capocannoniere della Serie A con 24 reti, un’impresa straordinaria se si pensa che il Bari, quell’anno, retrocesse. Protti scelse di non abbandonare la nave prima del tempo e di dare tutto per la maglia, un gesto che il pubblico barese non ha mai dimenticato.

Questo amore simbiotico non è stato un caso isolato nella carriera di Protti. Lo Zar è ricordato ovunque come un eroe d’altri tempi, capace di farsi amare trasversalmente in tutte le città in cui ha militato: da Rimini (sua città natale, dove sul campo da calcio è stato tributato un altro commovente saluto) a Livorno – di cui è diventato una divinità calcistica indomita –, passando per Messina, Reggio Emilia e le sponde romane della Lazio. Ovunque sia andato, ha lasciato il ricordo di un uomo dai valori rari, un “carisma gentile” che anteponeva il rispetto della tifoseria ai soldi e alla fama.

Ieri sera, mentre i ledwall dello stadio proiettavano i suoi gol più belli e i messaggi di chi non è potuto esserci, Bari ha dimostrato che la morte non può spezzare un legame simile. Igor Protti è tornato nella sua terra, e la sua Curva continuerà a cantare per lui.

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