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Una notte di forte tensione ha scosso la provincia di Bari, teatro di un doppio raid criminale mirato ai dispositivi di prelievo automatico di denaro. Nel giro di pochissimi minuti, due forti esplosioni hanno svegliato i residenti di Modugno e Bitetto, provocando ingenti danni strutturali e attivando un massiccio dispiegamento delle forze dell’ordine.
La dinamica dei colpi: la “tecnica della marmotta”
I malviventi hanno agito nelle prime ore del mattino del 29 giugno 2026, muovendosi con un piano coordinato e tempi d’esecuzione estremamente ridotti. Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti, la banda avrebbe utilizzato la nota “tecnica della marmotta”, che prevede l’inserimento di un congegno metallico carico di polvere pirica direttamente all’interno della fessura del bancomat per provocarne la deflagrazione controllata.
Il primo assalto a Modugno
Il primo rintocco dell’allarme è scattato intorno alle ore 4:00 a Modugno. L’obiettivo dei criminali è stato lo sportello automatico della Banca di Credito Cooperativo (BCC) di Bari e Taranto, situato nella centralissima Piazza Garibaldi, a ridosso della villa comunale. La potenza dello scoppio ha sventrato l’area d’ingresso della filiale, mandando in frantumi le vetrate e danneggiando pesantemente i muri perimetrali della struttura.
Il secondo colpo a Bitetto dopo 15 minuti
Non più tardi di un quarto d’ora dopo, un secondo boato ha squarciato il silenzio nel vicino comune di Bitetto. In questo caso ad essere preso di mira è stato il Postamat dell’ufficio postale locale. Anche qui i danni materiali sono stati rilevanti, con il crollo parziale di controsoffitti e infissi interni ed esterni della sede postale.
Intervento dei soccorsi e indagini in corso
Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco, gli artificieri e i Carabinieri della compagnia locale. L’area dei due sinistri è stata immediatamente transennata per consentire i rilievi tecnici volti ad accertare la stabilità degli edifici coinvolti e a raccogliere tracce utili all’identificazione dei responsabili.
Al momento, le autorità mantengono il massimo riserbo sull’entità del bottino: non è ancora stato confermato se i malviventi siano riusciti effettivamente a impossessarsi dei cassetti contenenti il denaro contante o se la cassaforte abbia retto all’urto delle deflagrazioni. Al vaglio degli investigatori ci sono i filmati dei sistemi di videosorveglianza pubblica e privata della zona, che potrebbero aver ripreso le auto utilizzate dalla banda per la fuga.











