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Il tempo non cancella il ricordo di una delle ferite più profonde mai inferte al territorio pugliese e all’intero sistema dei trasporti nazionale. Domani ricorre il decimo anniversario del disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016, una data impressa indelebilmente nella memoria collettiva. La terra della provincia di Barletta-Andria-Trani si ferma nuovamente per riflettere su un evento che ha cambiato per sempre la percezione della sicurezza pubblica, unendo nel dolore diverse comunità della zona, comprese quelle di Andria, Corato e Canosa di Puglia, colpite direttamente o indirettamente dalla perdita di concittadini, amici e familiari.
La dinamica del tragico scontro sulla tratta a binario unico
Quella mattina d’estate del 2016, lungo la linea ferroviaria Bari-Barletta gestita da Ferrotramviaria, due treni di linea si ritrovarono a viaggiare contemporaneamente in direzioni opposte sullo stesso binario unico alternato. Intorno alle ore undici, al chilometro cinquantuno tra le campagne di Andria e Corato, l’impatto frontale fu inevitabile e violentissimo. La velocità dei convogli e la totale assenza di moderni sistemi automatici di frenata o distanziamento elettronico trasformarono lo scontro in una vera e propria esplosione di lamiere. In quel tratto la circolazione era ancora regolata dal sistema del blocco telefonico, una procedura basata esclusivamente sullo scambio di dispacci fonici tra i capistazione, rivelatasi drammaticamente vulnerabile all’errore umano e priva di margini di correzione tecnologica.
Un bilancio umano drammatico e incancellabile
Il prezzo pagato in termini di vite umane fu altissimo e straziante. L’incidente causò la morte immediata di ventitré persone e il ferimento di oltre cinquanta passeggeri, molti dei quali riportarono lesioni gravissime e traumi psicologici permanenti. Le vittime erano studenti universitari, lavoratori pendolari, madri e padri di famiglia che stavano semplicemente compiendo il proprio tragitto quotidiano. I soccorritori si trovarono davanti a uno scenario apocalittico, con i vagoni anteriori letteralmente polverizzati dall’energia cinetica dell’impatto. La catena di solidarietà scattata immediatamente tra i cittadini e il personale medico rappresentò l’unica luce in una giornata di assoluta oscurità, ma il vuoto lasciato nelle famiglie rimane a oggi incolmabile.
La verità giudiziaria tra conferme e polemiche
Il percorso della giustizia per accertare le responsabilità della strage è stato lungo e tormentato, giungendo a un punto di svolta significativo con la sentenza della Corte d’Appello di Bari emessa nel settembre del duemilaventicinque. I giudici di secondo grado hanno confermato l’impostazione del Tribunale di Trani, ribadendo la condanna a sei anni e tre mesi di reclusione per il capostazione di Andria e a sei anni e nove mesi per il capotreno del convoglio. La sentenza ha contestualmente confermato l’assoluzione per i restanti quattordici imputati, inclusi i vertici dirigenziali e la stessa società Ferrotramviaria, escludendo che la tragedia fosse derivata da dolosi mancati investimenti sulla sicurezza, e riducendo l’accaduto a una drammatica catena di errori umani individuali. Questa conclusione ha lasciato un profondo senso di amarezza nei familiari delle vittime, che continuano a ravvisare nell’adozione di un sistema tecnologico obsoleto una responsabilità strutturale ben più ampia.
Il programma ufficiale della solenne commemorazione ad Andria
La cerimonia istituzionale per il decennale si svolgerà domani, domenica 12 luglio, a partire dalle ore 10.45 in Piazza dei Bersaglieri, proprio di fronte alla Stazione ferroviaria di Andria, eletta simbolicamente a Città della Memoria per sottrarre questo dramma all’oblio. Il momento culminante delle celebrazioni sarà scandito dall’arrivo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, previsto per le ore 10.55.
Il Capo dello Stato renderà omaggio alle vittime deponendo una corona d’alloro dinanzi alla Stele commemorativa posta sulla facciata della Stazione Centrale. Successivamente, alle ore 11.05, in corrispondenza esatta del momento del tragico impatto, la piazza osserverà un solenne minuto di silenzio, accompagnato da ventitré rintocchi delle campane e dalla lettura dei nomi delle ventitré persone scomparse. La cerimonia proseguirà poi con gli interventi istituzionali della Sindaca di Andria, Giovanna Bruno, e del Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
L’intero evento sarà trasmesso in diretta streaming su RaiPlay e sul portale del Comune di Andria, permettendo a tutto il Paese di unirsi al ricordo.
Le modalità di accesso e l’impegno per la sicurezza futura
Per ragioni di sicurezza e protocollo, l’accesso diretto all’area della cerimonia sarà riservato esclusivamente ai familiari delle vittime, ai feriti e alle autorità munite di invito personale, con ingresso tassativo entro le ore 10.00 da via Napoli, all’angolo con viale Venezia Giulia. Tutti i cittadini che vorranno comunque far sentire la propria vicinanza e assistere alla commemorazione potranno farlo posizionandosi lungo viale Venezia Giulia.
Questa mobilitazione collettiva, come sottolineato dalle cariche locali, non rappresenta soltanto un conforto per chi ha perso i propri cari, ma un monito severo affinché la modernizzazione tecnologica e la sicurezza infrastrutturale rimangano una priorità assoluta per evitare che salire su un treno possa ancora significare perdere la vita.











