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Un patrimonio archeologico inestimabile, custodito e protetto per secoli dalle acque dello Ionio, diventa finalmente accessibile a tutti. Venerdì 24 luglio è stato inaugurato ufficialmente il Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo, uno straordinario progetto di valorizzazione territoriale ed archeologia pubblica realizzato nell’ambito del Bando Smart-In Archeologia della Regione Puglia.
La cerimonia del taglio del nastro si è svolta nella serata di ieri a Scalo di Furno alla presenza delle principali autorità civili, militari e accademiche — tra cui il prefetto di Lecce Natalino Manno, il soprintendente ABAP Antonio Zunno, il prorettore dell’Università del Salento Pier Paolo Miglietta, il sindaco Francesco Schito e i rappresentanti dell’Area Marina Protetta e della Capitaneria di Porto. L’iniziativa consacra vent’anni di ricerca scientifica e tutela, trasformando un tratto di costa incontaminato in un museo dinamico tra terra e mare.
Un paesaggio culturale unico tra terra e mare
Ciò che rende straordinario il Parco di Porto Cesareo è la continuità perfetta tra l’archeologia emersa e quella subacquea. Come evidenziato dalla direttrice scientifica del progetto, la professoressa Rita Auriemma dell’Università del Salento, quello sommerse non è un semplice fondale, ma una fascia di costa antica vissuta dall’uomo in un’unica sequenza storica. A Scalo di Furno, il villaggio fortificato dell’età del Bronzo prosegue direttamente sott’acqua con allineamenti murari e pavimentazioni situate a 2-3 metri di profondità, mentre l’isola della Chianca un tempo era unita alla terraferma.
«Non è l’inaugurazione di un’opera: è il punto d’arrivo di un ragionamento cominciato più di vent’anni fa. Sui fondali e lungo questa costa è conservata una storia lunga oltre tre millenni, dall’età del Bronzo all’età moderna. Restituiamo alla comunità un paesaggio culturale da attraversare a piedi e a nuoto: è l’archeologia pubblica nel senso più pieno del termine.» Prof.ssa Rita Auriemma, Direttrice Scientifica del Progetto
Dallo tsunami antico ai tesori sommersi: le ultime scoperte archeologiche
Le indagini archeologiche più recenti condotte a Torre Chianca hanno rivelato una storia drammatica e affascinante. Gli archeologi hanno individuato un insediamento romano dedito allo sfruttamento delle risorse marine, distrutto improvvisamente poco dopo il 364 d.C. I crolli caotici testimoniano un evento violento e improvviso — un terremoto o il grande tsunami del 365 d.C. originatosi a Creta — seguito da un incendio.
Sotto le macerie sono stati scoperti reperti eccezionali: un portalucerne in bronzo, ceramiche da cucina, anfore da trasporto contenenti resti di salagioni di pesce e un gruzzolo di 210 monete di bronzo abbandonate all’interno di una cassetta in legno.
tra le meraviglie che caratterizzano l’Area Marina Protetta rientrano:
Il Relitto delle Colonne: nave da carico romana del II-III secolo d.C. con 5 monumentali colonne in marmo cipollino dell’Eubea.
Le Anfore Tripolitane: un carico commerciale trasformatosi negli anni in una viva barriera naturale ricca di flora e fauna.
Lo Scafo Bizantino di Bacino Grande: imbarcazione medievale datata al radiocarbonio tra il 770 e il 1020 d.C.
La Statua del dio Thot: scultura egizia in basalto verde rinvenuta nel 1932 da tre pescatori locali e legata alla zavorra di una nave antica.
L’Anello-Sigillo d’Oro di Basilio: prezioso reperto appartenuto a un funzionario bizantino dell’862-866 d.C.
Un modello sostenibile di fruizione e partecipazione dal basso
Il Parco adotta la direttiva della Convenzione UNESCO 2001 sulla musealizzazione in situ: il patrimonio resta nel suo ambiente originale, protetto e reso accessibile con mezzi ecologici e sostenibili. A terra l’area è dotata di passerelle, totem e la ricostruzione sperimentale di fornaci dell’età del Bronzo. In mare, gli itinerari archeologici si percorrono con segnaletica subacquea, imbarcazioni ad energia solare, SUP e canoe trasparenti.
L’iniziativa incarna anche i valori della Convenzione di Faro, grazie al contributo essenziale dei cittadini e del Coordinamento Ambientalisti (come Mino Buccolieri e Sasà Gubello), che negli anni hanno segnalato e tutelato importanti reperti subacquei.
«Consegniamo alla comunità e ai visitatori un bene di inestimabile valore storico, culturale e turistico. Un progetto che coniuga tutela ambientale, ricerca scientifica e promozione sostenibile, rafforzando l’identità del territorio.»
— Francesco Schito (Sindaco) e Anna Peluso (Assessora all’Ambiente e Urbanistica)
Programma delle Attività Open Day (Sabato 25 Luglio)
09:30: Tour inaugurale con barca ad energia solare.
09:00 – 12:30: Visite guidate, archeowalking e archeosnorkeling a Scalo di Furno (Età del Bronzo).
15:30 – 17:00: Tour guidati in canoa e SUP trasparente.
16:00 – 19:30: Visite guidate a Torre Chianca e alla necropoli romana sommersa.
Tutto il giorno: Noleggio e-bike presso l’Infopoint di Piazzale Aldo Moro e chiusura musicale alle 21:30 con il Candle Harmony Concert.












