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Sul fronte della sanità regionale, il tema dell’accesso ai servizi e dei tempi di prenotazione torna al centro del dibattito pubblico. I presidenti dei gruppi consiliari di maggioranza della Regione Puglia — Stefano Minerva (Pd), Giuseppe Fischetti (Prossima), Maria La Ghezza (M5S) e Ruggiero Passero (Per la Puglia) — hanno diffuso una nota congiunta per fare il punto sui progressi del Piano sperimentale di abbattimento delle liste d’attesa, annunciando ufficialmente l’avvio della Fase 2.
La nuova fase operativa si concentra sull’erogazione di risorse concrete per rispondere alle esigenze immediate dei pazienti pugliesi, accompagnata da una ferma replica politica alle contestazioni avanzate dall’opposizione di centrodestra.
In campo 20 milioni per le prestazioni aggiuntive
Con la conclusione della Fase 1, la Giunta regionale ha approvato il pacchetto di azioni che caratterizzerà la seconda tappa del percorso. L’intervento prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro destinati alle prestazioni aggiuntive, un’operazione pensata per recuperare le visite e gli esami ambulatoriali che hanno superato i valori soglia previsti dalla legge.
L’attenzione prioritaria del piano sarà rivolta alle classi di urgenza più critiche:
Classe di priorità U (Urgente): prestazioni da garantire nel più breve tempo possibile.
Classe di priorità B (Breve): prestazioni da erogare entro un massimo di 10 giorni.
La replica alle opposizioni: “Accuse e doppi standard”
Nella nota, i capigruppo di maggioranza rispondono direttamente alle critiche sollevate dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, accusandoli di portare avanti una contestazione basata su incoerenze di fondo e dinamiche propagandistiche.
Secondo la maggioranza, gli strumenti tecnici e i meccanismi di gestione delle prescrizioni adottati dalla Puglia vengono regolarmente applicati ed elogiativi anche in altre Regioni d’Italia amministrate dal centrodestra. Per i rappresentanti del centrosinistra pugliese, giudicare la bontà di una misura sanitaria in base al colore politico dell’amministrazione che la applica rappresenta un “doppio standard” inaccettabile su un tema delicato come la salute dei cittadini.
Orientati ai risultati del campo
La linea tracciata dal governo regionale punta a rivendicare l’efficacia delle misure programmate, rigettando le polemiche sulla gestione delle prescrizioni mediche. L’obiettivo dichiarato resta quello di monitorare i risultati sul campo e garantire il diritto alla salute attraverso finanziamenti mirati e strumenti di governance appropriati, lasciando da parte la scontro politico pre-elettorale.











