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Un filmato girato nella tarda serata di venerdì 28 agosto fa luce sulla presenza dei lupi nell’area tra Noicàttaro e la frazione barese di Torre a Mare. I fotogrammi, immortalati da un automobilista intorno alle 22:40 nei pressi della sede di Agri Coop, documentano in modo inequivocabile la presenza di almeno un cucciolo di lupo.
L’animale, ripreso nei pressi di un cancello metallico che ha permesso di stimarne la stazza, si presenta con un’altezza al garrese di circa 45 centimetri e un peso approssimativo di 18 chilogrammi. Dalle immagini emerge chiaramente lo stato di stress e paura dell’esemplare, rimasto probabilmente isolato dal resto del branco nel tentativo di ricongiungersi con i genitori.
A darne notizia è l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali, che attraverso una nota del 31 agosto 2026 analizza l’accaduto ponendo l’accento su aspetti biologici e di gestione del territorio cruciali per la sicurezza pubblica.
La ricostruzione biologica: riproduzione confermata nel 2025 e 2026
Secondo la valutazione degli esperti dell’associazione, l’esemplare ripreso ha un’età stimabile in circa 5 mesi, il che colloca la sua nascita verso il mese di aprile 2026. Poiché le lupe vanno in calore un’unica volta all’anno, la presenza di questo giovane esemplare dimostra come la specie si sia riprodotta con successo sul territorio sia nel 2025 che nel 2026, svolgendo il proprio ciclo biologico nell’indifferenza generale delle istituzioni.
Trattandosi di una specie in cui le cucciolate contano mediamente 5 nati (con punte fino a 9), è lecito ipotizzare che – pur considerando la naturale mortalità giovanile – gli esemplari nati quest’anno e non ancora avvistati possano essere numerosi.
Smentite le ricostruzioni sugli attacchi ai passanti
La stima dell’età e della stazza del cucciolo permette all’Associazione Tutela Ambiente e Vita Rurali di smentire con decisione alcune ricostruzioni giornalistiche circolate negli ultimi giorni, relative all’aggressione subita da un bambino a Ferragosto.
“Questo cucciolo, per quanto apparentemente ben nutrito, non possiede le dimensioni, la forza e la determinazione necessarie per sferrare un attacco a un essere umano, a maggior ragione a un bambino inserito in un contesto affollato”, sottolinea la nota diffusa dall’associazione.
L’ipotesi che ad agire sia stato “il più giovane dei lupi” risulta quindi biologicamente ed etologicamente infondata.
I dubbi sui tamponi DNA e la scadenza dei quattro mesi
L’episodio riaccende i riflettori anche sull’evento del 4 agosto, quando si era verificato un altro presunto attacco. L’associazione solleva forti dubbi sull’effettiva esecuzione e sugli esiti dei tamponi DNA che avrebbero dovuto identificare con certezza la matrice genetica dell’animale responsabile.
La questione della gestione della fauna selvatica nella fascia costiera e rurale a sud di Bari diventa così prioritaria. Tra circa quattro mesi inizierà nuovamente la stagione del calore per i lupi: un arco temporale ridotto entro il quale le autorità preposte dovranno monitorare il fenomeno con strumenti scientifici e trasparenti per garantire la convivenza e la sicurezza dei cittadini.











