HomeCronacaDramma alle porte di Andria: esplode un ordigno artigianale, due vittime

Dramma alle porte di Andria: esplode un ordigno artigianale, due vittime

Una violenta esplosione si è verificata nelle campagne alla periferia di Andria, nei pressi della Strada Provinciale 155, provocando la morte immediata di due persone. In base ai primi accertamenti condotti dalle forze dell’ordine, la deflagrazione si sarebbe innescata accidentalmente mentre le vittime stavano confezionando o maneggiando cariche esplosive.

Gli elementi finora raccolti dagli investigatori suggeriscono che il materiale esplosivo fosse destinato all’esecuzione di assalti e furti ai danni degli sportelli automatici bancari e postali della zona.

La dinamica e i primi rilievi delle forze dell’ordine

A lanciare l’allarme è stato il proprietario di una villetta situata nell’area rurale. I soccorritori e i Carabinieri della compagnia locale, giunti tempestivamente sul posto, hanno individuato i corpi privi di vita nei pressi dello stabile. L’impatto dell’esplosione è stato così violento da non lasciare scampo ai due occupanti dell’area.

A poca distanza dal luogo del ritrovamento, i militari hanno scoperto un veicolo risultato rubato, elemento che avvalora l’ipotesi della preparazione di un’azione criminale imminente. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dell’Arma per mettere in sicurezza la zona, bonificare eventuali ulteriori ordigni inesplosi ed effettuare i rilievi tecnici necessari a ricostruire con esattezza la composizione del materiale pirico impiegato.

Che cos’è la “tecnica della marmotta” negli assalti ai bancomat?

Nel gergo investigativo e giornalistico, la “tecnica della marmotta” identifica una modalità operativa utilizzata dalle bande criminali per svaligiare gli sportelli automatici bancari (ATM) o i distributori di carburante.

Il metodo deve il proprio nome alla forma particolare dell’attrezzo impiegato, che ricorda la tana o la sagoma allungata dell’animale selvatico:

  • La struttura: La “marmotta” è un manufatto metallico o in ferro dotato di un lungo manico. In cima a questa pala o cuneo viene fissata una carica di esplosivo ad alto potenziale (spesso polvere pirica compattata o miscele di fabbricazione artigianale) collegata a una miccia o a un detonatore elettrico a distanza.

  • Come funziona l’assalto: I malviventi forzano con forza la fessura da cui fuoriescono le banconote (o la feritoia di erogazione) per mezzo di palanchini o piedi di porco. Successivamente, spingono in profondità la “marmotta” all’interno del vano blindato dello sportello automatico.

  • L’innesco: Una volta posizionata la carica nel cuore del dispositivo, viene fatta detonare per sventrare la cassaforte dall’interno, consentendo alla banda di recuperare i contanti in pochi secondi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Trattandosi di preparazioni rudimentali e prive di sistemi di sicurezza, la manipolazione e l’assemblaggio di tali sostanze presentano un rischio elevatissimo di innesco accidentale, come purtroppo dimostrano i recenti fatti di cronaca.

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Redazione
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