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Fine vita in Puglia, l’effetto Veneto accelera la svolta: maggioranza e opposizione concordi

Il dibattito sui diritti civili e sul testamento biologico in Puglia giunge a una potenziale svolta. Sull’onda dell’approvazione del provvedimento nel Consiglio regionale del Veneto, le forze politiche pugliesi accelerano l’iter per introdurre una disciplina chiara ed esaustiva in materia di morte volontaria assistita. Un tema etico e complesso che, superando i tradizionali steccati ideologici, registra una crescente disponibilità al confronto trasversale all’interno del Consiglio regionale.

La maggioranza deposita il testo: «Rispettare la dignità e la libertà di scelta»

Il fronte di centro-sinistra si è compattato attorno a una proposta di legge depositata formalmente in Consiglio. Il provvedimento nasce con l’intento di recepire le sentenze della Corte Costituzionale, colmando un vuoto normativo e definendo tempi, modalità e procedure per le prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Regionale.

Attraverso una nota congiunta, le forze politiche di PD, M5S, AVS, Prossima e Per la Puglia hanno espresso una posizione univoca: «I tempi sono maturi. La Puglia è pronta a farlo con una proposta di legge sul fine vita a tutela di quelle persone e dei loro familiari. Come Partito Democratico, M5S, AVS, Prossima e Per la Puglia siamo convinti che un intervento legislativo su questo tema non sia più procrastinabile. In ballo ci sono il rispetto dei diritti e della dignità delle persone e il rispetto delle sentenze della Corte Costituzionale, che in più occasioni si è pronunciata, colmando un vuoto legislativo che non è più accettabile.»

I firmatari del documento – Domenico De Santis (consigliere regionale e segretario PD Puglia), Leonardo Donno (deputato e coordinatore M5S Puglia), Mino Di Lernia, Riccardo Rossi e Rosa D’Amato (AVS Puglia), Giuseppe Fischetti (Prossima) e Ruggiero Passero (Per la Puglia) – hanno rimarcato l’auspicio di un percorso condiviso con l’opposizione: «Servono regole chiare e ben definite. Auspichiamo di procedere con spirito collaborativo, in attesa di una legge quadro nazionale».

A confermare l’avvenuto deposito del testo sono stati il capogruppo dem in Consiglio regionale, Stefano Minerva, e il segretario regionale PD Domenico De Santis: «Questa mattina, insieme alle altre forze di maggioranza, abbiamo depositato la proposta di legge sul fine vita. È un atto politico preciso: di fronte a persone che attendono risposte, la Puglia sceglie di non restare ferma. Sappiamo che sarà una discussione complessa e che attraverserà sensibilità diverse, ma la libertà di coscienza non può significare lasciare ciascuno solo con la propria sofferenza.»

L’apertura dal centrodestra: l’iniziativa di Cera e Lanotte

La natura trasversale del dibattito trova conferma nell’iniziativa intrapresa da alcuni esponenti delle opposizioni. I consiglieri regionali Napoleone Cera e Marcello Lanotte hanno infatti depositato una autonoma proposta di legge in materia di “Disciplina organizzativa del Servizio sanitario regionale per la presa in carico delle richieste concernenti la morte medicalmente assistita”.

I due consiglieri hanno convocato la stampa per il prossimo lunedì 7 settembre presso la sala Campione della sede del Consiglio regionale per illustrare i dettagli del testo normativo: «Il testo nasce con l’obiettivo di garantire un quadro regionale chiaro, rispettoso dei principi costituzionali e dell’autodeterminazione della persona, in conformità alle garanzie etico-cliniche previste dall’ordinamento» hanno dichiarato i due esponenti di centrodestra.

Associazione Luca Coscioni: «Superare la delibera di Giunta per una vera legge»

Un segnale di forte sollecitazione e apprezzamento giunge dai vertici dell’Associazione Luca Coscioni, da anni impegnata nella promozione della campagna “Liberi Subito”. Marco Cappato (Tesoriere) e Filomena Gallo (Segretaria nazionale e avvocata) hanno accolto favorevolmente il dinamismo del Consiglio regionale pugliese: «L’approvazione in Veneto della legge “Liberi Subito” dimostra ciò che sosteniamo da sempre: il diritto alla libertà di scelta nel fine vita non appartiene ad un partito o ad uno schieramento politico. Accogliamo con favore la convergenza trasversale e le aperture che si stanno registrando tra le forze politiche pugliesi, e rinnoviamo l’appello affinché adesso si passi ai fatti.»

L’associazione sottolinea come l’aiuto medico alla morte volontaria sia un diritto già sancito dalla Consulta e richiama la Puglia a compiere il passo definitivo, andando oltre l’atto amministrativo finora adottato: «La Puglia è stata pioniera a gennaio 2023 con una delibera di Giunta, che però rimane un atto amministrativo revocabile, privo di forza di legge e che non offre garanzie e tutele sufficienti. Dopo Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e ora il Veneto, chiediamo al Consiglio Regionale della Puglia di accelerare l’iter e approvare la proposta di legge “Liberi Subito” per definire procedure certe e senza ingiustificati ritardi.»

Verso la discussione in Aula: un test di maturità istituzionale

Con il deposito formale delle proposte di legge da parte dei diversi gruppi politici, l’iter parlamentare regionale entra nel vivo. La Puglia si appresta così ad affrontare uno dei dibattiti più delicati e rilevanti dell’attuale legislatura, con l’obiettivo di trasformare principi giurisprudenziali in una disciplina organizzativa concreta a supporto dei cittadini, delle famiglie e degli operatori sanitari del territorio.

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