Prosegue la IX edizione di Crita – Festival delle arti, la rassegna itinerante dedicata allo spettacolo dal vivo prodotta dalla cooperativa Ventinovenove sotto la direzione artistica di Gabriele Polimeno, Mary Negro e Giuseppe Bortone. Domenica 20 settembre, alle ore 20:00, la Biblioteca Comunale di Bagnolo del Salento (in via Rosario Mancini) ospiterà lo spettacolo tout public intitolato “Berny. Il coraggio di avere paura”.
L’appuntamento, ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria, rientra nel fitto programma della rassegna estiva che da luglio a ottobre attraversa diversi centri del territorio salentino.
La trama e i temi dello spettacolo
Interpretrato sul palcoscenico da Mary Negro, Gabriele Polimeno e Patrizia Ponzetta, lo spettacolo racconta la storia di Pompeo, un personaggio che nasconde le proprie fragilità dietro la maschera del grande cacciatore per timore di mostrare la propria paura agli abitanti del paese. Tra racconti d’avventura inventati e atteggiamenti da bullo, il protagonista si troverà ad accettare l’incarico di catturare una creatura minacciosa nella Valle di Tranquiburgo, affrontando una serie di peripezie insieme alla zia sarta.
La produzione affronta il tema del bullismo adottando una prospettiva incentrata sull’ascolto e sull’analisi delle fragilità emotive:
Comprendere il punto di vista dell’altro: un invito a superare i pregiudizi analizzando le motivazioni profonde dei comportamenti ostili.
Accettazione della fragilità: una riflessione dedicata ai più giovani sulla legittimità della paura come emozione umana fondamentale.
Il tema della IX edizione: “Acqua che scorre”
Il festival si inserisce nell’ambito del progetto annuale CRITA!, finanziato dai fondi POC Puglia 2021-2027 in partenariato con i Comuni di Bagnolo del Salento, Collepasso, Cutrofiano, Galatone e Maglie, e con il patrocinio di Legacoop Puglia.
Il filo conduttore dell’edizione 2026, “Acqua che scorre”, richiama l’acqua come elemento dinamico e rigenerativo per le comunità e i territori, con una particolare attenzione ai paesi del bacino dell’Asso. L’immagine dell’acqua si collega all’etimologia stessa del festival (crita, l’argilla), simboleggiando la componente che dà forma alla materia e trasforma la cultura in un’occasione di relazione e partecipazione collettiva.












