Quanto spende la Regione Puglia per fare curare altrove i pazienti pugliesi in coma o in stato vegetativo?
“Esiste una progettualità che preveda la creazione in Puglia di un Centro del Risveglio strutturato che fornisca risposte adeguate a patologie così complesse in ambito riabilitativo? E se non esiste, perché non valutare la possibilità di avviare un percorso per la sua realizzazione?”
“Sono queste in buona sostanza le domande che rivolgo al presidente Emiliano in un’interrogazione che ho depositato oggi”.
A scrivere è Renato Perrini, consigliere regionale, che commenta la sua interrogazione depositata nella giornata di ieri. Domande che riguardano la possibilità di avere un Centro del Risveglio nella Regione Puglia.
“La scorsa settimana sono andato a Crotone, dove ho potuto costatare che esiste un Centro specializzato con un’apposita Unità del Risveglio. Si tratta di strutture di riferimento per molti pazienti che provengono da tutte le regioni. Il punto di forza è il modello organizzativo, basato su un approccio multidisciplinare e sul continuum terapeutico, uno schema sanitario che può contare anche su una strumentazione di ultima generazione. Mi è stato riferito che Unità così strutturate consentono di abbattere fortemente (circa 2/3) i costi per degenze nei reparti prettamente riabilitativi”.
Degenze e riabilitazioni lunghe e complesse che comportano oneri e costi rilevanti per le famiglie che potrebbero beneficiarne potendo almeno risparmiare lunghi e continui spostamenti fuori regione.
“Dunque perché non pensare di progettare una struttura analoga nella nostra Regione, in modo tale da assicurare assistenza immediata a tutti quei pazienti, e ai loro familiari, che oggi devono emigrare per ricevere la giusta risposta ai loro bisogni sanitari dopo la dimissione ospedaliera? Ecco perché ho deciso di interrogare Emiliano, affinchè insieme si possa costruire un percorso che porti alla realizzazione di un Centro del Risveglio per i pazienti pugliesi”.











