HomePoliticaI 5stelle si scoprono confessionali

I 5stelle si scoprono confessionali

Il convegno si tiene nella sontuosa Basilica di Santa Maria sopra Minerva, a Roma, ospiti della kermesse il direttore della rivista dei gesuiti padre Antonio Spadaro, il direttore di Limes Lucio Caracciolo ed il deputato pentastellato Luigi di Maio.

Londra, Parigi, Berlino, Israele e perfino “cento lobbisti”, un incontro in cui il moderato Di Maio ha fatto uno scivolone mediatico parlando della “lobbies dei tumori”, subito rettificato. È chiara la strategia di accreditamento internazionale ed interno, per la leadership del M5S.

Così non poteva mancare l’apparentamento con il mondo cattolico. Chi meglio del vice Presidente della Camera, un deputato con l’aplomb istituzionale.

Di Maio traccia le linee guida del Movimento, specie in campo europeo, allontanando il fantasma populista: “Se è vero che l’Europa si evolve di crisi in crisi, la Brexit è una grande opportunità. Siamo fortemente critici verso l’Unione, ma non abbiamo mai pensato di uscirne. Siamo cresciuti con i valori fondativi dell’Unione, lo dico a chi ci definisce populisti ed anti-europeisti.” Un passaggio fondamentale visto che nel post voto britannico, si erano incartati con reazioni discordanti.

Non mancano le stoccate al Governo Renzi, ed alla riforma costituzionale: “Sentire che votando ‘Sì’ al referendum costituzionale avremmo un Paese più sicuro e meno a rischio terrorismo, vuol dire strumentalizzare un tema che non va affatto strumentalizzato. Come se i terroristi decidessero se attaccare in base al bicameralismo perfetto.”

E ancora, l’immigrazione con la redistribuzione delle quote, il nodo ISIS a cui bisognerebbe tagliare i fondi e non finanziare l’acquisto di armi, e la spinosa Turchia, accusata di non rispettare i diritti umani in casa propria.

Una road map precisa, a 360° gradi, in cui le intenzioni sono palesi: “Voglio fare chiarezza sul nostro Movimento, spesso c’è distanza tra la percezione e la realtà del M5s, perché siamo la prima forza d’opposizione e forse del Paese: Abbiamo l’ambizione di governare.”

Sono lontani i tempi in cui le selezioni su Youtube, le scie chimiche, ed il chiacchiericcio da “Bar dello Sport”, imperversavano nella dialettica grillina. Il lavoro capillare con cui stanno migliorando la qualità della comunicazione e l’immagine dei loro rappresentanti, affrancandosi dal comico genovese che ne diede i natali, sta portando i suoi frutti. In fondo lo stesso Beppe Grillo è conscio del fatto che ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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