Se non è zuppa e pan bagnato, ecco il Governo

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Tutto cambi affinché nulla cambi, alla fine tutti tremavano di fronte a nuove elezioni, compreso il vigoroso Movimento 5 Stelle che avrebbe perso qualche punto percentuale, con Di Maio al terzo mandato (sarebbe servita una deroga allo statuto), ed un Di Battista incalzante che avrebbe minato la leadership napoletana, tenuto conto anche della magra figura del balletto di questi mesi.

Tutti dicevamo avessero paura, eccetto la Lega di Matteo Salvini in un crescendo brillante di consensi, addirittura avrebbe potuto agguantare il 30%, stando comunque sopra il 25%, e quindi incassare ancora più deputati, senatori, e peso politico.

“Non siamo al mercato, se non posso Governare con la mia squadra non riapro niente. Ci dica Mattarella come uscire dalla crisi.” Aveva sentenziato il capo del Carroccio, dando un colpo di reni alle smunte Istituzioni che si sono impantanate in un gioco ostile verso la rappresentanza popolare.

Alla fine hanno ceduto tutti, Savona è rimasto in squadra agli Affari Europei, Salvini Ministro degli Interni e vicepremier, Giorgetti Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Il tavolo da gioco è stato blindato, al dicastero dell’Economia – in linea col centrodestra – ma più tenue, il prof. Tria, e il Governo può partire.

L’euro dopo la sconfitta di Marine Le Pen in Francia era uscito (oltre che dalle tasche dei cittadini) dal dibattito politico, mentre in questi giorni c’è stata un po’ di malizia per i lavori di manutenzione in Via Bellerio (sede storica della Lega), ove la scritta “Padania” è stata mondata assieme a quella “Basta euro”, tuttavia: “Lavori di routine”, hanno tagliato corto dall’entourage.

L’Italia molto probabilmente in questa legislatura, qualsiasi fosse stata la compagine dell’Esecutivo, non avrebbe forzato la mano sulla moneta. L’unica cosa concreta è il venire meno di un tabù, sconfessare un totem, poter predisporre un piano alternativo, essere pronti, potere battere i pugni in Europa affermando che – O i popoli trovano riscatto – oppure possono tranquillamente riprendere un cammino sovranista.

In fondo quello che Silvio Berlusconi aveva fatto nel 2011, prima di essere crudelmente silurato con la complicità della stampa interna ed estera, festeggiando l’arrivo di Monti. La prima vera sospensione democratica che abbiamo vissuto, del resto le ingerenze della finanza di oggi, sono figlie della nostra scarsa propensione alla difesa degli interessi nazionali.

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Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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