E’ pronta al nastro di partenza la XIV edizione di “Bari in jazz”, Festival Metropolitano organizzato come sempre dall’associazione culturale Abusuan di Koblan Amissah. E come sempre anche quest’anno la kermesse coniuga musica e turismo in un progetto itinerante che ricalca in un certo senso “Umbria Jazz”, modello segretamente seguito ma molto difficile da emulare a livello di prestigio.
Saranno 12 le città coinvolte nel progetto per un totale di 17 appuntamenti più un’anteprima, a partire dal 15 giugno fino al 22 agosto. Le piazze interessate sono quelle di Acquaviva, Polignano, Fasano, Gioia del Colle, Laterza, Monopoli, Giovinazzo, Gravina, Turi, Alberobello, Conversano e Matera, uno sconfinamento per il secondo anno consecutivo. La peculiarità del Festival quest’anno è la figura femminile che sarà presente in quasi tutti i concerti: da Noa a Chiara Civello, da Fiorella Mannoia a Rosalia De Souza, e tante altre musiciste da scoprire, come Melissa Laveaux, Anne Paceo e le nostre Simona Severini e Caterina Palazzi.
Un elemento importante che nel corso della conferenza stampa di presentazione è stato sottolineato da Koblan, è la forza di coesione della musica, che è stata capace di mettere d’accordo i sindaci di 12 città pur di differente estrazione politica: la musica ha sempre svolto un ruolo di pacificazione, in grado di superare ogni genere di confini con il suo linguaggio universale. Koblan ha anche annunciato l’apertura della rassegna ad altre manifestazioni collaterali del territorio per una collaborazione che realizzi rapporti più stretti fra le varie discipline artistiche. Ma non basta: si sono create anche sinergie con altre rassegne internazionali come il San Paolo Festival del Brasile, la “Fiera Mediterranea de Manresa” in Spagna, “Jazzhead” in Germania, il “Womex”, il Kora Jazz Festival di Capo Verde e il Festival Noysbé del Madagascar, il cui produttore Solofo Rafeno era presente alla conferenza. Un ringraziamento sincero è stato espresso nei confronti della Regione Puglia, istituzione che ha sempre sostenuto “Bari in Jazz”, e dei due storici sponsor privati fin dalla prima edizione, la Birra Peroni e la MSC Crociere. Si tratta di un partenariato che si rivelerà fondamentale quando, dopo il 2020 non si potranno più utilizzare i fondi europei per le attività culturali.
E’ poi intervenuta Loredana Capone, Assessore della Regione alla Cultura e Turismo, che ha aperto il suo discorso con una provocazione: “ Noi del Sud veniamo spesso etichettati come individualisti, approssimativi, perditempo e superficiali – ha detto – ma queste illazioni vengono tutte demolite dai fatti. Dopo un anno di lavoro “Bari in Jazz” mette in luce un grande spirito di collaborazione fra Comuni e associazioni; una encomiabile attività di recupero e innovazione con una programmazione che coinvolge vari settori del territorio, con un allargamento di respiro internazionale. Il ‘campanile’ – ha proseguito – ha sì valore etico/religioso di identità di una popolazione, ma se non è chiusura, come si sta rivelando in questa occasione, diventa una ricchezza destinata a crescere”. Ha infine evidenziato l’opportunità affidata alle donne di affermare la loro presenza culturale nella società.
Il Festival che si è avvalso nelle precedenti edizioni della direzione artistica di musicisti del calibro di Roberto Ottaviano, Gianluca Petrella e Luca Aquino, non prevede nessuna data a Bari: gli spettacoli sono ad ingresso libero, tranne cinque. Si comincia il 15 giugno sul sagrato della Cattedrale di Monopoli con un concerto di Nabil Bey, voce dei Radiodervish, e Gianni Lenoci (progetto “Malagasy Connection”), ma il giorno 8 c’è un’anteprima a Polignano con Giovanni Allevi in collaborazione con la manifestazione “Libro possibile”.











