FutureInResearch: i Cobas di Unisalento scrivono alla Regione Puglia

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Ricercatori precari e futuro di ricerca nelle Università Pugliesi. Alla vigilia della scadenza del bando Future In Research i Cobas di Unisalento hanno voluto scrivere una lettera aperta al presidente della Giunta Regionale pugliese Michele Emiliano e a tutti i consiglieri regionali per capire quali siano le intenzioni future della Regione per l’attività di ricerca in essere e, di conseguenza, per i ricercatori che nell’ultimo triennio hanno potuto usufruire dei fondi regionali di ricerca.

Nell’ambito del Programma regionale a sostegno della “specializzazione intelligente e della sostenibilità sociale ed ambientale” codesta Regione ha sottoscritto il 18 dicembre 2014 con le Università pugliesi una Convenzione – FutureInResearch – per la realizzazione di progetti di ricerca coerenti con i fabbisogni regionali e per il potenziamento del sistema universitario.

Questa Convenzione prevedeva il reclutamento presso gli Atenei pugliesi di n. 170 ricercatori a tempo determinato per un costo di circa 25,5 mln di euro. La durata dei contratti era fissata in tre anni prorogabili di altri due compatibilmente con le disponibilità finanziarie.

L’obiettivo di questo Programma era quello di perseguire un rafforzamento competitivo delle Università pugliesi e delle basi scientifiche operanti in Puglia, favorendo anche il ricambio generazionale negli Atenei.

La quota di posti di ricercatori a tempo determinato assegnata all’Università del Salento era inizialmente di n 45 per un costo di 6.750.000 euro poi ridottisi a n. 37 posti ricoperti.

I ricercatori precari di Unisalento si sono caratterizzati in questi anni per aver conseguito brillanti risultati nei progetti di ricerca loro assegnati e finanziati con i fondi di codesta Regione ed hanno contribuito in modo significativo al processo di sviluppo ed innovazione del Territorio.

Ora, alla vigilia della scadenza del triennio contrattuale, ci si trova di fronte ad un bivio: da una parte l’opportunità di portare avanti e far crescere queste esperienze di ricerca con ricadute positive sull’Università e l’intero Territorio, potendosi avvalere di elevati profili scientifici e didattici, e dall’altra l’opinabile ipotesi di un’interruzione del loro rapporto contrattuale che significherebbe rinunciare a professionalità già formatesi e ai frutti di una ricerca già avviata e poi interrottasi.

Questa seconda ipotesi oltre che rappresentare un danno per i lavoratori precari interessati che si vedrebbero negata la possibilità di completare un percorso professionale che potrebbe portarli a una definitiva stabilizzazione, costituirebbe anche un imperdonabile spreco di denaro pubblico prima investito proprio per il potenziamento del sistema universitario per poi lasciare andare quelle “specializzate intelligenze”.

Risulta alla scrivente O.S. che il Rettore dell’Università del Salento, Prof. Vincenzo Zara, in data 11 giugno 2018, abbia richiesto a codesta Presidenza il finanziamento della proroga di altri due anni dei contratti in questione le cui attività di ricerca fossero positivamente valutate nel monitoraggio regionale.

Risulta, altresì, che da parte di codesta Presidenza non vi sia la disponibilità a percorrere la strada della proroga dei contratti privilegiando, viceversa, il bando di un nuovo Programma: “Research for Innovation”.

Riteniamo questa scelta profondamente sbagliata perché non terrebbe conto di quanto su esposto e per di più si tradurrebbe in un ulteriore spreco di denaro pubblico senza contare che, considerate le limitate capacità assunzionali delle Università pugliesi, non farebbe altro che produrre un nuovo ed ulteriore precariato nel mondo della ricerca universitaria in contrasto con la Raccomandazione della Commissione Europea denominata “Carta europea dei ricercatori e codice di condotta per l’assunzione dei ricercatori”.

Alla luce delle valutazioni sopra formulate chiediamo al Presidente della Regione Puglia ed a tutto il Consiglio regionale di voler riconsiderare eventuali determinazioni già assunte in merito, orientandosi verso scelte finalizzate principalmente alla tutela degli interessi della ricerca scientifica, dell’Università, dei fabbisogni regionali, delle esigenze del Territorio e… del Futuro dei nostri giovani “cervelli”.

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