HomeCronacaAssistenza a persone non autosufficienti Regione, per 'Welfare a Levante' regolamento "ingiusto"

Assistenza a persone non autosufficienti Regione, per ‘Welfare a Levante’ regolamento “ingiusto”

Oggi all’esame della Commissione Sanità della Regione Puglia c’era la bozza del regolamento sull’assistenza alle persone non autosufficienti. L’associazione “Welfare a Levante” ha voluto porre l’attenzione su una decisione della Regione secondo l’associazione ingiusta.

“Il regolamento regionale sull’assistenza residenziale e semi residenziale ai soggetti non autosufficienti di prossima emanazione, favorisce le strutture già accreditate, penalizzando realtà che con grande sforzo, lavorando in regime privato e senza alcuna compartecipazione pubblica, garantiscono medesimi livelli di assistenza in favore di disabili e anziani non autosufficienti.

Secondo le linee guida nazionali, il sistema di accreditamento delle strutture che offrono prestazioni sanitarie e socio-sanitarie deve mirare a favorire un clima di sana partecipazione tra Enti gestori per promuovere una politica di miglioramento della qualità delle strutture. L’accreditamento deve, pertanto, costituire lo strumento regolatore del mercato delle prestazioni erogate per conto del servizio sanitario regionale e deve rispondere a indirizzi di programmazione regionale di equa distribuzione nei Dss (distretti socio sanitari) al fine di evitare “emigrazioni” di pazienti fuori dal proprio territorio con immaginabile ulteriore disagio per le famiglie.

La bozza di regolamento al vaglio della commissione regionale rischia di non rispettare il predetto principio in quanto ai Dss che godono già di un numero di posti accreditati eccedenti il fabbisogno della popolazione residente vengono assegnati ulteriori posti letto, a discapito dei Dss che, negli anni, non hanno avuto il “privilegio” di vedere contrattualizzate le proprie strutture.

Ulteriore criticità si rileva a riguardo delle residenze sociali per anziani (art.67 reg.reg. 4/2007) cui la normativa pur riconoscendo la funzione socio sanitaria e quindi pari dignità rispetto alle strutture “case protette” invece nella bozza in esame sono ingiustificatamente discriminate nell’assegnazione dei posti accreditati che vanno a finire invece in favore di coloro che sono già accreditati da anni.

A riguardo welfare a levante propone e auspica una assegnazione specifica del fabbisogno regionale senza possibilità di ulteriori assegnazioni a strutture già contrattualizzate. Che può sopperire a tale mancanza della regione “vittima” della mancanza di programmazione degli anni passati. L’associazione welfare a levante, in rappresentanza delle numerose realtà datoriali che si occupano dell’assistenza a persone non autosufficienti, si propone di sottoporre agli organi competenti tutte le criticità che renderebbero il disposto normativo in fase di elaborazione lesivo dei principi di equità nei confronti dei pazienti e degli enti gestori delle strutture diurne e residenziali che si adoperano quotidianamente per il benessere e la tutela della salute dei propri assistiti”.

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Redazione
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