Pescara – Foggia termina con l’amaro in bocca per i satanelli rossoneri fa il paio con la sconfitta interna con il Palermo di sette giorni fa. Ai rossoneri resta la consapevolezza di non aver meritato la sconfitta, ma anche di non aver fatto abbastanza per evitarla.

Resta anche l’amarezza di un calcio di rigore che Galano era stato bravo a conquistarsi e Mazzeo ha spedito sulla traversa. Restano le parate di Fiorillo che con un grande balzo ha negato a Mazzeo il gol su incornata. Ed in mezzo resta il colpo di testa di Gravillon che ha creduto più dei difensori del Foggia su un cross da destra ed ha superato Bizzarri.

La cronaca della partita, in sintesi, può restringersi a questi episodi del secondo tempo che hanno determinato la terza sconfitta nelle prime quattro giornate di campionato per i pugliesi di mister Gianluca Grassadonia e che lanciano nelle zone altissime della classifica i pescaresi di Bepi Pillon.

La gara ha visto il Foggia nella sua ormai consueta formazione tattica, con Chiaretti e Deli alle spalle della punta centrale Mazzeo e con Loiacono titolare in difesa al posto di Tonelli. Le occasioni non sono abbondanti, ma quelle migliori sono tutte di marca foggiana. Zambelli spinge bene, Kragl un po’ meno a sinistra, e il Foggia, come di consueto in queste prime uscite di campionato fa fatica a trovare la punta spesso troppo isolata. Chiaretti non riesce a superare l’uomo e le distanze non sono ancora quelle giuste.

Dall’altro lato Pillon mette in campo il suo 4-3-3 con Capone al posto del giovane Antenucci e supportare Mancuso e Monachello con Campagnaro in panchina e Kanoutè per la prima volta titolare.

Nel primo tempo corrono di più i foggiani, e si vede in campo, ma Mazzeo e Deli non riescono a concretizzare le occasioni che capitano nei loro piedi. Lo 0-0 è lo specchio di una gara giocata molto a sprazzi e con diverse pause, anche per il gran caldo.

Nella ripresa subito due grosse occasioni per il Foggia, che scende in campo col piglio giusto. Ma Zambelli e Camporese (che spreco il suo mancato colpo di testa!) non sono precisi e cinici nelle conclusioni. Il Foggia spinge, il Pescara rallenta e si chiude dietro per provare a mettersi in modalità-ripartenza.

I ritmi si alzano, anche perchè le squadre si allungano, e gli spazi si aprono. Monachello spedisce di poco fuori un sinistro velenoso, e sul ribaltamento di fronte Galano, entrato in campo da un paio di minuti, scatta nello spazio. Mazzeo lo vede e Machin commette fallo nella propria area.

Da questo momento prende il via un’altra partita di 25 minuti, con l’errore di Mazzeo e poco dopo il gol del Pescara. Il Foggia stringe i tempi, e lo fa anche con ordine, il Pescara inizia ad assaporare man mano che i minuti trascorrono, la gioia del secondo successo casalingo.

E’ da apprezzare il forcing finale del pugliesi, con quattro punte in campo (anche Gori e Ciceretti a sostenere Mazzeo e Galano) che però non trovano la via del gol che avrebbe portato la partita sui binari dell’equilibrio che, a conti fatti, sarebbe stato forse il risultato più giusto.

Ma nel calcio i gol bisogna farli e non prenderli, e questo al Foggia non è riuscito. Conclusione: ancora ultimo posto in classifica, ancora 5 punti negativi da cancellare e terza sconfitta consecutiva per i dauni. Il Pescara vola in un campionato dove non conosce ancora la sconfitta. Mercoledì sera allo Zaccheria arriva il Padova, ed è inutile sottolineare come per il Foggia questa sia davvero una partita decisiva.

La squadra sulla carta è competitiva, ma le partite bisogna vincerle in campo.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.