Male in difesa, male in attacco. Il primo Lecce della stagione è da dimenticare. Contro il Palermo, nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia, finisce 2-0 per i padroni di casa, dove un primo tempo horror, contrassegnato da troppi errori difensivi, condiziona tutta la partita. Nella ripresa, alcuni segnali di risveglio, ma ancora una volta tanti errori, questa volta in attacco. Decidono i gol di Vavassori e Pohjanpalo, entrambi nel primo tempo. Gli errori della difesa sono gravi, ancor più che i gol arrivano entrambi da azione che parte con una rimessa laterale. Nel secondo tempo, Di Francesco passa al 4-2-4, il Lecce crea tanto, ma si mangia alcuni gol clamorosi.
Il primo tempo
Il Lecce sembra partire aggressivo. Al 2′ N’Dri causa uno scontro insieme a Pierozzi con Joronen, che è costretto a uscire. Il Palermo prende in mano il pallino del gioco e al 14′ prima impegna Falcone con Johnsen, poi lo trafigge con Vavassori che si inserisce alla Filippo Inzaghi dopo un buco di Pohjanpalo. È lo stesso finlandese che al 42′ sfrutta un’altra dormita difensiva del Lecce, che lo lascia solo a centro area, e batte Falcone per il 2-0 che sarà definitivo.
Il secondo tempo
Nella ripresa tanto, tantissimo Lecce. I cambi sono decisivi, soprattutto quello di Stulic che si posiziona a fianco a Geubbels, per una sorta di 4-2-4. Le occasioni fioccano, due in particolare sono clamorose, come gli errori: la prima capita sui piedi di Stulic che calcia ma viene fermato da un difensore a pochi metri dalla porta; la seconda, ancora più limpida, capita a Geubbels che non riesce a spingere il gol la palla che avrebbe riaperto la partita. Falcone tiene in piedi il Lecce salvando su Segre e Strefezza lo grazia facendosi stoppare su contropiede solitario, ma il Lecce non ne approfitta. E dire che avrebbe ancora con Gorter e Geubbels due palle d’oro, ma Fortin prima e la mira poi non sono a favore della squadra salentina.











