Quella di domani sera sarebbe potuta essere una sfida di alta quota se sabato pomeriggio il Lecce dopo essere passato in vantaggio per 1 a 0 contro il Cittadella, fosse riuscito a portare a casa l’intero bottino. In quel momento la classifica sorrideva ai salentini che addirittura toccavano il secondo posto. Nello stesso momento il Verona, tra le favorite della vigilia per la vittoria finale, nonostante la sconfitta contro la Salernitana si consolidava in testa.
Purtroppo per gli uomini di Liverani, il secondo tempo ha cambiato la storia. Il Cittadella ha dimostrato la sua solidità e il Lecce è tornato con i piedi per terra. È questo può senz’altro essere un bene per Lepore e compagni che, in un campionato duro come quello di serie B, l’ultima cosa che possano fare è illudersi che sia in discesa. In ogni caso, la sfida che anticipa la settima giornata del campionato cadetto è di tutto rispetto.
Si confrontano sesta e prima della classe. Anche i numeri sorridono alle due squadre. L’attacco scaligero è insieme a quello del Benevento il migliore con 12 gol fatti, mentre quello salentino, insieme al Foggia, è indietro solo di una marcatura.
La premesse non mancano, quindi, per assistere ad un match di tutto rispetto al Bentegodi, stadio dove il Lecce nel lontano 1999 ha festeggiato, quella volta fu contro il Chievo Verona però, la promozione nella massima serie.
I dubbi di formazione, considerando i numerosi cambi di giocatori e di moduli effettuati da Liverani in questa prima parte di stagione, restano, anche se tutto farebbe pensare ad una riconferma del modulo con un trequartista e due punte che, inevitabilmente, ha concesso agli attaccanti giallorossi più occasioni da gol. È ritornato a disposizione di mister Liverani un centrocampista che ha ben fatto in questo avvio di campionato, e cioè Petriccione.
Intanto dal Salento arrivano notizie confortanti per gli 11 giallorossi che dovranno scendere in campo. Saranno spinti dal tifo di oltre mille persone giunte in parte da Lecce e in parte dalle città vicine dove si trovano per lavoro o studio.
Il Verona, dal canto suo, dovrebbe presentarsi col collaudato 4-3-3 guidato dal mister Grosso, eroe dell’ultimo campionato del mondo vinto dalla nazionale azzurra, che può sfruttare un attacco pieno di gente abituata più alla A che alla B come Matos e Pazzini.




















