Grande Fratello, l’imboscata di Ilary che ha spiazzato Corona

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Facciamola semplice: se vedo Mike Tyson per la strada e gli sferro un pugno in faccia, o sono un pazzo con istinti suicidi o so correre molto velocemente. Delle due una, escludiamo a priori di avere una seppur minima speranza di stenderlo…

Prendete il concetto di cui sopra e applicatelo al mondo della TV.

Invitare Fabrizio Corona in un programma televisivo significa tenere il dito sul detonatore di una testata nucleare e avere una voglia matta di premerlo nel momento in cui puoi fare piu’ danni. Nei corridoi di Mediaset ne erano ben consapevoli, come erano coscienti che il confronto con qualcuno totalmente privo di tatto e polso della situazione avrebbe scatenato un fungo atomico con un fall out di lunga durata.

Quindi, prendi Corona, eviti di metterlo in contatto direttamente con la conduttrice e il pubblico, lo invii nella casa del Grande Fratello, venti minuti di pantomima degna di una telenovela con Sonia Braga, un pianto, un’ammissione di colpa recitata malissimo e, alla fine, lo fai uscire con la stessa faccia di chi sta lì solo per i soldi. Quando Ilary Blasi apre i microfoni e chiama il bad boy, lo spettatore avverte che il trash è dietro l’angolo. E, a questo punto, la recita sfugge di mano in maniera clamorosa, regalando un momento epico e che finisce di diritto al primo posto della classifica dello schifo totale che la televisione italiana può produrre. Tra i due c’è una ruggine grande quanto quella del pilone di un cavalcavia gestito da Autostrade, ovviamente parliamo di presunte corna e sputtanamenti (mica fisica nucleare, eh!). La Blasi decide rusticanamente di regolare i conti e comincia l’inverno a verso Corona. Tra un “che cazzo dici”, un “caciarone” e qualche non troppo sottile minaccia di sputtanamento, il tutto si conclude con la conduttrice che silenzia il microfono del pregiudicato e fine della storia.

Attenzione: per tre secondi la regia inquadra la faccia di Alfonso Signorini. Ci torneremo alla fine.

Ora, ammesso che solo uno che crede nelle scie chimiche e nelle promesse elettorali di chiusura della TAP piò essere talmente mentecatto da credere che Corona sia entrato lì esclusivamente per chiarire e scusarsi con la sua ex fidanzata, bisogna ammettere che tutto quello che è accaduto dopo puzzava violentemente di genuino, ruspante, schifosamente reale. Se diamo per buona la notizia comunicata da Davide Maggio (personalmente, crederei a Davide Maggio anche se mi dicesse che un ufo gli è atterrato in giardino), Fabrizio Corona si è beccato 40.000 euro per 25 minuti di apparizione. Aggiungeteci anche la maglietta che indossava griffata con il marchio della sua nuova linea di moda e capirete quanto ci ha guadagnato effettivamente. Immagino che la Blasi abbia lottato con le unghie e con i denti per evitare di diventare vettore di incassi per uno che ha potentemente sulle scatole, fino a quando i capoccioni le hanno fatto notare che lo share del programma era in picchiata e che c’era bisogno di una sana scaricata di merda che tanto piace al pubblico per risollevare le sorti degli ascolti. Al chè Ilary avrà accettato ad una condizione tipo “Vabbè, mandatemelo, ma alla fine gliene devo dire un paio!”. I capoccioni avranno pensato “sta caciottara come minimo se lo sbrana, sai che botto che facciamo?”. E hanno acconsentito.

Il resto è leggenda.

Alcune considerazioni

Sorvolando da molto in alto il teatrino messo su, qualche considerazione bisogna farla. Perchè, alla fine dei giochi, non si può provare alcuna pietà per un personaggio come Corona ma è lecito domandarsi se ha imparato qualcosa da questa esperienza. Forse dove non è arrivato don Mazzi, la galera, i processi, le denunce e tutto il resto, è arrivata la convinzione che, per una volta, quello manipolato è stato lui. Il principe del male del gossip ha incassato una sconfitta dura da digerire, anche se subito dopo ha dato sfogo alla sua frustrazione su Instagram. Rabbia dettata da quella sensazione di essere stato fregato da quello che lui stesso ha creato: il culto dello schifo.

Perchè gli è stata tesa un’imboscata con tutti i crismi, cosa a cui per altro è abituato ma, una volta tanto, non aveva armi adeguate per rispondere ai colpi. Proprio lui che ha trasformato una cella in un set fotografico credendosi un Silvio Pellico 2.0, che riesce a svoltare qualsiasi situazione a suo favore (o meglio, a favore del suo portafogli) ha incassato l’assegno ma ha pagato un prezzo, per lui, troppo alto. Ha perso la battaglia davanti al pubblico in maniera barbina, per un semplice microfono zittito e da parte di una delle sue “vittime” trasformatasi in carnefice, pronta a consumare la propria vendetta.

Non cerchiamo una moralità nell’uso o nell’altro comportamento, per entrambi si è trattato di un confronto di bassissimo livello, un regolamento di conti davanti alle telecamere neanche fosse una sia all’OK Corral. Televisione usata per scopi personali ma, alla fin fine, a favore dell’editore e delle pubblicità. Insomma, Corona non è un santo e la Blasi ha dimostrato, a chiusura dei giochi, di essere totalmente inadatta alla conduzione di un programma senza avere un copione prestabilito, pronta a trasformarsi in una pescivendola truccata e imparruccata. Il peggio del peggio che potesse essere propinato allo spettatore che si cercava e bramava quel trashume ma che è rimasto interdetto da due elementi: il tentativo di un pessimo soggetto di manipolare i sentimenti di una ragazzina e la piazzata oscena di una donna ferita. Non proprio un bell’esempio.

Cosa che non ha aiutato neanche negli ascolti, vista la corsa al ribasso del pubblico, quasi minimamente attratto dalla strombazzata ospitata di Corona. Insomma, una sconfitta anche a livello di marketing che dovrebbe far riflettere il Biscione sull’inutilità di certi programmi e sull’assoluta mancanza di delicatezza nel trattare con un minimo di morale i sentimenti altrui.

E alla fine resta resta impressa nella memoria una sola cosa: la faccia di Signorini (ed eccoci al finale). Chiuso il collegamento con Corona, tre secondi sul volto del buon Alfonso hanno incorniciato un’espressione significativa da parte di chi ha vissuto una vita intera nei meandri più fetidi e segreti dello star sistem italiota. La faccia di uno che non sa se essere schifato o scappare a gambe levate dallo studio per dissociarsi da quello spettacolo.

La stessa faccia che avrà fatto il novanta per cento degli spettatori, alleggeriti da qualcuno che gli si parasse davanti per invogliarli a battere le mani. Perché nello studio non puoi fare tutto quello che vuoi ma dal divano di casa puoi sempre usare il telecomando per fare una cosa buona e giusta: spegnere la TV.

 

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