Una maxi inchiesta che sta cercando di fare luce su un fenomeno criminale e diffusissimo in tutta Italia, Puglia compresa. Non ci voleva un indovino per comprendere la portata di un fenomeno, come quello delle sommesse illegali, che da sempre ha unito le mafie in una sorta di patto di non belligeranza, con l’obiettivo di fare affari insieme.
Ed è quello che emerge dall’inchiesta che questa mattina ha portato all’arresto di 68 persone ed al sequestro di beni per oltre 1 miliardo di euro e che ha portato all’arresto di 16 pugliesi, 7 in carcere e 9 ai domiciliari, esponenti di spicco di alcune delle più importanti famiglie mafiose cittadine.
Che agivano tra l’altro sulla base di un patto illegale e criminale con il benestare dei grandi clan mafiosi calabresi e siciliani.
In carcere sono finiti Vito, Francesco, Mariano e Michele Martiradonna (capoclan di una delle famiglie criminali di Bari Vecchia ed i suoi figli), Giovanni Paolo Memola e Tommy Parisi (figlio di Savinuccio Parisi, boss di Japigia).
Sono stati invece decretati ed eseguiti gli arresti domiciliari nei confronti di Michele Buontempo, Francesco Catacchio, Michele Cinquepalmi, Santino Concu, Giuseppe De Candia, Alessandro Di Bello, Mariella Franchini, Giuseppe la Gala, Raffaele Tagliente.
I reati contestati sono, a vario titolo, associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio, illecita raccolta di scommesse on line.











