Il Black Friday è, per tradizione importata dagli Stati Uniti, il giorno dopo la Festa del Ringraziamento, la festa tradizionale dove le famiglie Made in Usa si ritrovano, si rinsaldano nei propri legami e si mangia il tacchino (rigorosamente al forno e ripieno), e segna tradizionalmente l’inizio del periodo di shopping natalizio. E’ un giorno in cui commercianti piccoli e grandi, il negozio del centro e le grandi catene commerciali, così come praticamente ovunque sulla rete, sono tutti disposti ad offrire promozioni uniche.

Fino a qualche anno fa era una notizia da telegiornale, in cui si vedevano fiumane di clienti attendere fin dalle prime luci dell’alba per l’ultimo modello di elettrodomestico, o di cellulare o la nuova espansione del proprio videogioco preferito fare code chilometriche davanti a negozi soprattutto di tecnologia ed elettronica.

Ma da qualche tempo una inevitabile globalizzazione del mercato fa partecipare anche noi a quello che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio rito del consumismo.

 

Ma perché il Black Friday si chiama così?

Il Black Friday trova la sua origine indietro nel tempo, e tra leggende metropolitane e meme che spopolano sulla rete spesso non si riesce a distinguere tra la verità, la verosimiglianza e la bufala. E i social network la fanno da padrone nella diffusione di ipotesi anche fantasiose.

Secondo un meme molto diffuso, il Black Friday si chiama così perché era il giorno in cui gli schiavi venivano svenduti nelle grandi piantagioni degli Stati Uniti del Sud. Secondo versioni più elaborate dello stesso meme i ricchi possidenti, subito dopo il giorno del Ringraziamento, si preparavano ai lavori invernali nei campi ed alla nuova stagione di raccolta facendo incetta di nuove braccia, approfittando di un prezzo scontato da parte dei negrieri. Su Twitter si riescono a trovare tracce di questa storia anche nel 2008, ma comincia a diffondersi in maniera importante nel 2013, quando è partita una vera e propria campagna virale con testimonial del calibro della cantante Toni Braxton e del cestista JR Smith per una sorta di boicottaggio al Black Friday.

Ma la storia è completamente inventata. Un collegamento tra l’espressione Black Friday e lo schiavismo si trova invece nel romanzo antischiavista Oroonoko . Scritto da Aphra Behn è la storia di uno schiavo africano rapito e portato in Suriname.

ALTRI SIGNIFICATI POSSIBILI

Il Black Friday è citato con altre discendenze di significato in numerose fonti. Per alcuni era il giorno in cui gli schiavi venivano puniti pubblicamente. Secondo altri sarebbe legato al giorno della crocifissione di Cristo o, molto più laicamente ad un modo gergale degli studenti di chiamare i venerdì di esame. Ma il significato negativo del venerdì nel mondo anglosassone è molteplice, si fa risalire anche ad uno storico shock finanziario nel 1869, quando di venerdì il prezzo dell’oro crollò, fino ad arrivare all’assonanza negativa di qualunque venerdì 13. Alcune fonti lo ricollegano al crollo della borsa del 1929, ma sbagliando clamorosamente. La depressione ebbe origine con la crisi del New York Stock Exchange (la borsa di Wall Street) avvenuta il 24 ottobre 1929 (giovedì nero), cui fece seguito il definitivo crollo (crash) della borsa valori del 29 ottobre (martedì nero). Qui il giorno della settimana non c’entra, ma potrebbe esserci una assonanza tra il crollo (black) del valore della borsa ed il crollo dei prezzi per via delle offerte commerciali.

LE PRIME TRACCE

Le prime tracce di Black Friday per descrivere proprio il giorno successivo al Ringraziamento risalgono invece agli anni ’50 del secolo scorso: era un venerdì nero, cioè nefasto, perché secondo gli imprenditori i dipendenti si davano malati in modo da fare il ponte col weekend.

La sua attuale accezione è invece merito, secondo la ricostruzione storica di numerosi ricercatori, dei poliziotti di Filadelfia, che intorno alla metà degli anni ’50 nel secolo scorso avevano cominciato a usare l’espressione in chiave ironica per descrivere un giorno segnato da ingorghi automobilistici e negozi invasi da clienti. Il Black Friday cominciò a diffondersi nell’uso comune e divenne sempre di più un giorno di grandi offerte ed acquisti fino a diventare, negli anni ’70, una tradizione consolidata. Nel 1975 il New York Times lo definiva “il giorno più movimentato dell’anno per gli acquisti e il traffico” a Filadelfia. A partire dagli anni ’80, poi, è arrivata una valenza nazionale, ed è storia dei giorni nostri una vera e propria globalizzazione del concetto di Black Friday come giorno di saldi ed occasioni speciali.

L’ACCEZIONE NEGATIVA E IL MARKETING

Da quanto si è detto resta il problema di coniugare un messaggio positivo commerciale (compra oggi, ci sono occasioni speciali) e l’accezione negativa del Black Friday in tutte le sue forme ed origini. Infatti l’espressione indica qualcosa di negativo. Già negli anni ’60 gli esercenti avevano cercato di cambiare il Black Friday in Big Friday, ma non aveva funzionato.

Bisognava inventarsi qualcosa per rendere positivo un concetto negativo: è uno degli scopi del marketing. Diffusa negli anni ’80 è la storia secondo cui il nome deriverebbe dal giorno in cui sui libri contabili si cominciavano ad annotare i profitti in inchiostro nero, andando a sostituire le perdite, annotate in inchiostro rosso. Non è un mistero, per la verità,che per moltissimi commercianti e negozianti è proprio il periodo antecedente il Natale a sistemare il bilancio annuale del proprio esercizio commerciale. Ed in questa giornata si inizia a contabilizzare (teoricamente) i guadagni.

Una operazione di marketing che ha avuto successo, e che ha portato credibilità a questa teoria (inventata dagli esperti). Una delle ragioni che la fa sembrare credibile è che i media stessi hanno regolarmente ingigantito la reale portata del Black Friday sulle vendite, parlandone come il giorno in cui le persone facevano più acquisti durante l’anno. In realtà solo nel 2003 il Black Friday è arrivato per la prima volta in vetta alla classifica dei giorni in cui si spendeva di più, fino a quel momento dominata dai giorni prenatalizi. E del resto anche negli ultimi anni la tendenza è al ribasso, sia per volumi di affari che per voluto di ricerche sui principali motori di ricerca del Black Friday.

Insomma, a prescindere dall’origine del nome. Se avete voglia di farvi un regalo e se siete convinti che il prezzo sia davvero conveniente, non avete altro da fare che acquistare. Ma con oculatezza e con un minimo di intelligenza. Che peraltro non dovrebbe mai abbandonarci quando bisogna fare acquisti.

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