Comuni ricicloni 2018: Migliora la Puglia. La differenziata sale al 50,5%. Ecco tutte le classifiche

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Vito (Anci Puglia), premia Salvemini, Lecce

I rifiuti in Puglia sono ancora un problema soprattutto per la parte impiantistica ma i comuni pugliesi stanno migliorando le proprie performace. A dimostrarlo sono i dati raccolti da Legambiente anche quest’anno per il premio Comuni ricicloni 2018. I dati sono quelli raccolti dall’associazione ambientalista in collaborazione con l’Assessorato regionale all’ecologia e Anci Puglia.

Le classifiche, riferite al 2017 e ai primi nove mesi del 2018, sono state elaborate incrociando i dati raccolti tramite questionario inviato alle Amministrazioni locali e quelli forniti dai Comuni al Servizio ciclo rifiuti e bonifica della Regione Puglia, pubblicati sul suo Portale ambientale.

Nel 2018 salgono a 113 i Comuni virtuosi: 55 ricicloni e 58 premiati con menzioni speciali. Tra i ricicloni sono 4 i Comuni super virtuosi e sono quelli della classifica “Rifiuti Free”: Bitritto, Faggiano, Bitetto, Roseto Valfortore. Mentre va a Lecce il premio Seconda Categoria e a Brindisi la menzione speciale “Teniamoli d’occhio”. Ma è certamente la Bat che fa la sua bella figura con la conferma di Barletta e Andria come capoluoghi di provincia “Ricicloni”. 

La novità di questa edizione è Io Sono Legale, premio assegnato a quelle Amministrazioni che conducono un’intensa attività di contrasto al fenomeno del sacchetto selvaggio, ossia all’incivile abbandono dei rifiuti nelle campagne e nelle periferie delle città. Ricevono il premio i comuni di Bari, Manfredonia e Lecce.

Sale al 50,5% la media percentuale regionale di raccolta differenziata e diminuisce lo smaltimento in discarica fino al 43% dei rifiuti urbani prodotti.

Alla presentazione del rapporto, stamane erano presenti Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, Antonio Decaro, presidente di ANCI, Giovanni Francesco Stea, assessore alla Qualità dell’Ambiente Regione Puglia, Domenico Vitto, presidente di ANCI Puglia, Fiorenza Pascazio, presidente di AGER e Delegata Ambiente e Rifiuti ANCI Puglia, Gianfranco Grandaliano, direttore generale di AGER Puglia, Fabio Costarella, responsabile Progetti Territoriali Speciali CONAI e Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

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Le dichiarazioni di Legambiente, Anci Puglia e Ager

“In questa edizione – commenta Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – aumentano i Comuni virtuosi e grazie al loro lavoro meritorio, che oggi premiamo, la media percentuale regionale di raccolta differenziata è cresciuta di ben dieci punti percentuali rispetto allo scorso anno e di conseguenza si è ridotta la quantità di rifiuti urbani smaltita in discarica. Tuttavia, gli sforzi dei comuni ricicloni rischiano di vanificarsi di fronte alla carenza impiantistica e all’assenza della filiera del riciclo, importante per valorizzare le frazioni differenziate. Nulla di nuovo si è concretizzato in merito alle priorità di realizzazione dell’impiantistica necessaria al trattamento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata. Da anni sosteniamo l’urgenza di chiudere e rendere sostenibile un ciclo dei rifiuti, ostaggio di un’eterna emergenza sempre dietro l’angolo. Per rendere virtuosa e circolare l’economia in Puglia serve ridurre la produzione dei rifiuti, interrompere l’uso delle discariche, realizzare la rete degli impianti di selezione, trattamento e riciclo, e responsabilizzare i cittadini attraverso una capillare informazione”.

Il presidente Anci Puglia, Domenico Vitto, nel suo intervento ha sottolineato che: “In questo momento storico, è priorità assoluta per i sindaci avere grande attenzione e sensibilità per il tema dei rifiuti. In questo momento, Anci Puglia ha inteso assumere un ruolo di grande responsabilità, nella fase di adozione del nuovo Piano Regionale Gestione Rifiuti Urbani (PRGRU), avviando un dialogo costante, puntuale e consapevole con la Regione, per sottolineare la posizione dei Comuni, in un settore delicato e strategico. I sindaci sono costantemente impegnati ad assicurare decoro e sicurezza alle città, ma la chiusura del ciclo rifiuti è determinante per preservare e valorizzare il patrimonio naturale e culturale dei nostri territori. Resta prioritario, da parte della Regione, dare seguito a quanto emerso nella partecipazione ai lavori del PRGRU, avviando la dotazione impiantistica regionale con strutture sostenibili per le comunità, valorizzando la filiera del riciclo e innescando benefici processi di green economy reale tra i diversi settori di competenza, in primis agricoltura, turismo e attività economiche. Il confronto serrato con la Regione deve proseguire anche perché, bisogna intervenire sulla questione ecotassa, pesante fardello che grava sui bilanci comunali, su cui la Regione si è impegnata a trovare risorse per risolvere problema è valorizzare appieno  gli obiettivi di raccolta differenziata raggiunte dalle nostre comunità. A tutti i Comuni che si sono impegnati e distinti raggiungendo elevati livelli di RD e abbattendo la produzione di rifiuti, vanno le mie più sincere congratulazioni, con l’augurio di fare sempre meglio. Infine, un ringraziamento a Legambiente, punto di riferimento e baluardo instancabile, nella difesa del nostro meraviglioso territorio e nella promozione di una sana cultura ambientalista.”

Per Fiorenza Pascazio, presidente Ager e delegata Anci Puglia ambiente e rifiuti: “E’ fondamentale evidenziare la presenza e la rappresentanza dei sindaci all’interno dell’Ager, Agenzia territoriale della Regione per la gestione dei rifiuti, istituita con L.R. n. 20/2016, che completa un percorso già avviato nel 2012. Un risultato nuovo è importante, perché attraverso il Comitato dei delegati, organo di Governo Ager composto da sindaci scelti su base provinciale, che hanno eletto la sottoscritta quale presidente, viene affermato il ruolo dei Comuni e viene garantita la rappresentanza dei territori nell’Agenzia preposta a gestire un settore fondamentale e strategico per la stessa sopravvivenza del sistema Puglia. Dopo questo importante momento di consacrazione di risultati, dobbiamo tornare ad affrontare problemi e criticità, soffermandoci su quella che è stata l’operazione di confronto, analisi e proposta, propria della fase partecipativa di elaborazione del PRGRU. A tal proposito Anci Puglia sta organizzando degli incontri territoriali. Va ribadito il plauso a tutti gli amministratori e alle comunità che si sono distinte nella Raccolta differenziata, vera e propria rivoluzione culturale che ha coinvolto tutte le fasce delle nostre comunità. Finalmente la Puglia si confronta a testa alta con regioni del nord che hanno detenuto primati interessanti e consolidati di RD. Ma questo non basta, è una base di partenza, perché in realtà gli obiettivi che UE ci pone sono già altri e più ambiziosi: non solo RD, e di qualità, ma riduzione della produzione di rifiuti pro capite, riciclo e riuso delle materie, abolizione della plastica e del monouso. Questo significa un cambiamento radicale degli stili di vita, che deve investire non solo istituzioni e comunità ma soprattutto le imprese, i maggiori produttori di rifiuti, partendo dal principio che “il rifiuto è un errore di progettazione.”

“Il ruolo dei Comuni nel portare l’attuale sistema di gestione dei rifiuti sempre di più verso l’economia circolare è fondamentale – ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti – le amministrazioni locali sono le uniche in grado di indirizzare i propri concittadini verso pratiche virtuose di prevenzione, raccolta e riciclo. E’ importante però che siano inserite in un contesto di normative regionali e nazionali e di piani d’ambito che sostengano questa direzione, prevedendo gli strumenti necessari come la tariffazione puntuale, sistemi di premialità per sfavorire il conferimento in discarica e incentivare il recupero di materia, la raccolta porta a porta e serie politiche di riduzione della produzione dei rifiuti. Al tempo stesso gli amministratori possono, attraverso scelte consapevoli e obbligatorie (come il Green Public Procurement), incidere in maniera significativa sulla diffusione dei ri-prodotti e nello sviluppo di una vera e propria economia circolare, scelta ancora più urgente vista anche la chiusura del mercato cinese all’importazione dei rifiuti”.

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