L’alta velocità fa andare piano il Governo

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È ancora il Presidente della Camera Roberto Fico a mettere i bastoni tra le ruote all’accordo di Governo tra M5S e Lega, ed è sulla Tav che imbecca: “Un’idea oggi rafforzata: I flussi progettati allora, come quello sul ferro, che era di 17 milioni originariamente, di 8 milioni negli anni ’90 e siamo invece a 3 milioni di tonnellate, meno che nel 1994. La Torino-Lione sulla base di quei dati non serve più. Non è una priorità.”

Mentre rilancia la sua di priorità: “È costruire ferrovie nel Sud e i collegamenti con Sicilia e Calabria”, provando a mettere in difficoltà gli alleati del Carroccio ed il suo stesso Movimento. Un grande nodo al pettine, che inevitabilmente dopo lo scoglio della Manovra Economica tornerà in auge nell’anno venturo.

Se ciò non bastasse, vi è anche il dossier Global Compact ad inasprire il clima, mentre il documento sui rifugiati è passato con il Sì favorevole dell’Italia, è il plico sui migranti a non andare giù a Salvini, a cui però Fico fa il verso: “Dobbiamo scostarci dalla politica di Trump sulla immigrazione e sull’ambiente.”

Chiudendo su un altro cavallo di battaglia caro alle prime ore del fuoco movimentista del Vaffa-Day, quello del conflitto d’interessi che, Presidente della Camera dixit, resta una coccarda: “Non può funzionare così. E non è una legge solo riferita a Berlusconi o a Mediaset, ma a tutta la vita pubblica del Paese. Serve legge una forte seria e vera.”

Insomma il capo dell’ala sinistra dei grillini lancia un’agenda alternativa sui cui lavorare, come se vi fosse un’esistenza parallela, un Contratto del Cambiamento in controluce da cui attingere linfa vitale diversa per la prosecuzione dell’attività, un clarinetto nel mezzo di un esercito di trombe, pronto a suonare una musica distonica.

Forse è un esercizio utile a vendersi la pelle dell’orso prima che tiri le cuoia, visto che Di Maio al secondo mandato parlamentare, dovrebbe essere fatto fuori dai giochi alla prossima partita, e soprattutto adesso che è stato macchiato dall’inchiesta mediatica de Le Iene, che ne ha scalfito i rapporti famigliari e di adamantina fede morale.

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