110 impiegati “ex SMA” attendono da otto anni di essere stabilizzati, la lettera aperta della Flai Cgil all’Arif

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Il 20 maggio del 2011 la Regione Puglia, per la prima volta, si assumeva l’impegno di non disperdere le professionalità degli ex dipendenti SMA (Sistemi per la Meteorologia e l’Ambiente per conto della Regione Puglia), ai quali proprio il Governo regionale pugliese aveva affidato l’attività di lotta agli incendi boschivi con una convenzione sottoscritta nel 2001. Quei lavoratori nel marzo dello stesso anno erano stati licenziati, e dunque si presentava la necessità di fare tesoro di quelle esperienze professionali pensando di valorizzarle presso l’ARIF, l’Agenzia regionale per le attività idraulico-forestali.

Un impegno tangibile, che ha scritto una pagina di buona politica e realizzato un concreto intervento attraverso politiche attive del lavoro, ma che attende di essere completato da ormai troppo tempo.

Quella data è ormai lontana, sono trascorsi otto anni durante i quali abbiamo visto di tutto: buone prassi ma anche e soprattutto vicende al limite del grottesco; rinnovi contrattuali senza soluzione di continuità a fronte di incapacità gestionale a rendere stabili quei rapporti di lavoro. Abbiamo anche dovuto registrare, nonostante la politica regionale si sia sforzata in più occasione di rendere meno complicato il percorso per superare le incertezze lavorative, il licenziamento di 110 impiegati ex SMA. Salvo poi doverli riassumere perché in possesso del diritto al tempo indeterminato.

Ebbene, proprio questo diritto ancora oggi viene disatteso nonostante l’ARIF abbia ricevuto adeguate risorse economiche per lo scopo e si sia dotata di un nuovo piano dei fabbisogni lavorativi. Un piano che per i sindacati, che rappresentano il 90 per cento dei dipendenti in forza all’Agenzia, in verità andrebbe corretto.

Continuiamo a chiederci quali siano le ragioni che, ancora oggi, generano incertezze occupazionali e impediscono di procedere, una volta per tutte, senza indugio. Parliamo di lavoratrici e lavoratori per i quali, in più consessi di tipo pubblico è stato riconosciuto essere indispensabili per le attività che svolge l’Agenzia.

Perché allora questo processo di stabilizzazione resta fermo al palo? Perché non si procede per rendere forte sul piano gestionale questa macchina, in grado di essere fiore all’occhiello per la difesa del suolo e per la tutela del patrimonio boschivo, oltre a erogare servizi per l’agricoltura, fondamentali per le aziende del settore primario della nostra regione?

E invece si è costretti a perdere tempo per correre dietro a vicende di carattere gestionale; si tende a far litigare i dipendenti tra loro sulla tipologia contrattuale da applicare o sulle fasi lavorative da espletare.

Esistono le norme nazionali che regolano la governance in materia forestale e, naturalmente, non mancano le norme approvate dal Governo regionale per le quali bisognerebbe che lo stesso dicesse una parola in più per pretendere la loro applicazione e nel contempo farle rispettare.

Siamo convinti che non è una questione contrattuale né un problema di risorse economiche.

E allora, se non sono questi i problemi, non sarà forse giunto il momento di dare una risposta definitiva ad un problema gestionale che porti l’Agenzia a svolgere il ruolo primario cui è chiamata?

Antonio Gagliardisegretario generale Flai Cgil Puglia

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