Come previsto dal sold out dei botteghini, il concerto Evergreen tour di Calcutta, di venerdì scorso, al Palaflorio di Bari, non poteva che essere un successo, ed è inutile dirlo che la platea fremeva sin da subito dalla voglia di vederlo salire sul palco.
Il concerto ha visto l’alternarsi dei brani del suo ultimo album, insieme ai vecchi pezzi che hanno caratterizzato la sua carriera di cantautore indie pop italiano.
Il cantautore di Latina apre il concerto con “Briciole”, primo singolo estratto dal suo ultimo album,che racconta, attraverso una sonorità dolce e toccante, il tema della nostalgia e della rottura e del modo in cui spesso ci sente piccoli e indifesi di fronte alle mancanze. A seguire altri pezzi importanti come “Orgasmo”e “Kiwi” , di cui ricordiamo i video clip sono stati girati da Francesco Lettieri, noto regista per aver realizzato dei veri e propri cult della scena indie internazionale, ma anche per aver ricevuto molti premi: due volte vincitore del premio PIVI per il miglior video indipendente con Qwerty di K-Conjog nel 2012 e con Cosa mi manchi a fare di Calcutta nel 2016.
Non sono mancati anche i pezzi del suo secondo album Mainstream (2015), come “Gaetano”, “Cosa mi manchi a fare”, e “Frosinone” che li hanno permesso di raggiungere l’attuale successo e il singolo “Oroscopo”, tanto atteso dai fan più accaniti , che ha visto la compartecipazione speciale dei Boomdabash.
Quest’ultimo brano, traccia esclusa dall’album, si distacca completamente dagli altri pezzi di Mainstream non solo per la sonorità ibrida, ma anche perché, come dichiarato dallo stesso artista in una intervista sui Rolling Stone, il contenuto del testo non è frutto del suo vissuto personale, ma è nato come un regalo fatto ad un amico; nonostante ciò esso si presenta come uno dei pezzi maggiormente condiviso su Youtube e Spotify. Inoltre, ricordiamo che proprio grazie al suo secondo album, prodotto da BombaDischi, etichetta discografica che si occupa di curare l’estetica della musica Indie pop, egli è diventato noto al grande pubblico, prima di allora rintanato nell’area underground del contesto indie romano
La particolarità di questo secondo album è proprio nella stesura dei testi: l’artista gioca con le parole, adottando uno stile di ironia consapevole con riferimenti al quotidiano, alle notizie di cronaca trattate come appunti cronologici (Frosinone in serie A), e ad una geografia fatta di posti di provincia (Pesaro, Bologna); inoltre a fare da cornice a tutto questo, una melodia dolce e sentimentale che conferisce ai brani un’idea che va da una quotidianità vissuta al disagio di una condizione precaria.
Ma non solo, in questo gioco di parole, ad un primo ascolto superficiale privo di senso logico, si nascondono dei messaggi profondi relativi al vissuto dell’artista, come lo si evince maggiormente nel brano Gaetano (“Tua madre lo diceva non andare su YouPorn. Per lasciarti andare”. L’artista gioca con la risonanza dei suoni).
Il suo ultimo album Evergreen si manifesta, invece, come una crescita di quest’ultimo sia per quanto riguarda le tematiche sia per gli arrangiamenti.
Il concerto, infine, non poteva che concludersi, in bellezza, con un omaggio all’ex calciatore del Bari, Phil Masinga, venuto a mancare recentemente, con il brano Pesto, lasciando, come nelle parole del brano, negli occhi di tutti noi una botte che perde.




















