Non una partita come tutte le altre e lo si capisce dai minuti precedenti al fischio d’inizio. In mattinata arriva la notizia della scomparsa di Mimmo Renna, storico allenatore delle due squadre, rimasto nel cuore delle società che, infatti, si presentano sul terreno di gioco col lutto al braccio. Prima del fischio d’inizio il minuto di raccoglimento è da brividi. Qualche secondo dopo il coro lasciato partire dalla Curva Nord leccese “Siediti in panchina Mimmo Renna” completa alla perfezione l’omaggio ad un uomo di sport che ha dato la sua vita alla causa leccese (autore del famoso triplete Campionato di C, Coppa Italia e Coppa Italo-Inglese) e di altri club tra cui l’Ascoli, appunto.

La partita inizia subito dopo. Ma dura praticamente 4 secondi. Avviene solo questo: un lancio verso la metà campo leccese, un contrasto aereo Scavone-Beretta, il centrocampista leccese che cade per terra, dopo aver ricevuto un colpo alla tempia, probabilmente senza controllo del corpo e sviene. I giocatori si accorgono da subito che qualcosa di grave è avvenuto. Si affrettano a chiamare soccorsi, reclamano e fanno gesti inequivocabili verso la panchina. Sono momenti di panico. Lo stadio assiste ammutolito. I secondi trascorrono e i giocatori iniziano a circondare Scavone, sempre più preoccupati. Si invocano per la seconda volta i soccorsi. Questa volta l’ambulanza. C’è un po’ di confusione. L’ambulanza non riesce a passare. Mancosu si precipita verso i cartelloni pubblicitari scaraventandoli via, aiutato da Calderoni e da alcuni giocatori dell’Ascoli. Si inizia a pensare che la situazione potrebbe essere tragica, e che i soccorsi non siano stati sufficienti. La cronaca dirà altro. Ma gli spettatori, così come noi cronisti, non ne hanno la percezione. La cronaca dirà che qualche secondo prima Mancosu e Ciciretti avevano salvato la vita a Manuel Scavone, estraendogli la lingua che si stava attorcigliando in gola. Tempestivo anche l’intervento del dottore Palaia che, con la respirazione bocca a bocca, ha evitato l’arresto cardiaco.

La situazione, dicevamo, appare grave. Il secondo intervento dei soccorsi, con l’ambulanza, è ancora in corso. Passano i minuti. I giocatori sono riuniti intorno al loro collega. Gli sguardi, gli atteggiamenti, i movimenti comunicano tensione e paura. Quando l’orologio dello stadio indica i 12 minuti l’ambulanza lascia il terreno di gioco, passando sotto al settore dei tifosi ascolani che accolgono la vettura tra gli applausi, e successivamente abbandona il Via del Mare. Destinazione Vito Fazzi. Da questo momento le notizie che arrivano sono confortanti. Il giocatore è vigile e viene trasportato in ospedale in Codice Giallo.
Ora la decisione passa a giocatori e arbitri. Si radunano in mezzo al campo. I giocatori comunicano di non voler proseguire. Non è facile in un momento come questo, ed è comprensibile. Un loro amico e collega ha appena rischiato la vita. L’arbitro, Baroni, capisce la chiara volontà dei giocatori ed è d’accordo nella decisione. Sente telefonicamente il presidente della Lega di Serie B, Balata, e comunica la decisione. Il presidente concorda con la scelta. La partita viene rinviata a data da destinarsi. Lo show non deve per forza andare avanti. Ci si può fermare quando avvengono episodi che vanno oltre lo sport, l’agonismo, la rivalità. Le due squadre, i giocatori in campo, gli arbitri e i tifosi, uniti nella vicinanza a Scavone, hanno scritto una pagina importante di sport. Che fa riflettere e comprendere.

Le condizioni di Scavone dopo l’intervento di medici e giocatori non sono gravi, anzi il bollettino medico parla di una situazione di coscienza già nel campo (avrebbe parlato coi medici) e all’arrivo al Vito Fazzi. La prassi dice che deve rimanere per almeno 24 ore sotto osservazione.
Questa mattina è arrivata la visita di Beretta che comprensibilmente è uno dei più toccati da quanto successo. Il calciatore leccese è cosciente e vigile, ha passato la notte in serenità. Si dice che potrebbe lasciare l’ospedale anche oggi, ma i medici rimangono cauti e preferirebbero tenere Scavone sotto osservazione ancora qualche ora.







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