Taranto, sigilli alle collinette dell’ex Ilva: vere e proprie bombe ambientali

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Avrebbero dovuto essere una barriera verde e sostenibile tra gli impianti dell’Ilva e la città di Taranto. Per contenere in qualche le polveri minerali e prevenire insalubrità nei quartieri più vicini agli impianti nelle giornate ventose.

Erano state costruite lungo il perimetro della fabbrica con l’obiettivo di contenere la diffusione delle polveri minerali, specie nelle giornate di vento.

Nel corso degli anni, invece, le collinette costruite lungo il perimetro dell’Ilva si sono trasformate in vere e proprie discariche piene di rifiuti pericolosi e tossici e così nella giornata di ieri, su disposizione della Procura di Taranto, è scattato il sequestro delle collinette ecologiche che, dopo il passaggio dell’acciaieria ad Arcelor Mittal, appartengono all’amministrazione straordinaria Ilva.

Sono stati i Carabinieri del Noe a mettere i sigilli su un’area di nove ettari, la superficie occupata da tre collinette. Insieme ad Arpa Puglia, che ha curato la parte delle analisi tecniche e chimiche, i militari hanno avviato le indagini nella seconda parte dello scorso anno.

Le collinette ecologiche, dicono i Carabinieri del Noe, “altro non sono che una enorme discarica abusiva di svariate tonnellate di rifiuti industriali derivanti dalle lavorazioni degli impianti del polo siderurgico quali loppa, scorie d’altoforno e altro che, esposti all’azione degli agenti atmosferici, hanno riversato nei terreni e nell’ambiente circostante, sostanze altamente tossiche e cancerogene come diossine, furani, pcb, idrocarburi e metalli vari”.

“Dopo il sequestro, da parte della Procura di Taranto, delle collinette ecologiche che Ilva aveva realizzato perché avrebbero dovuto mitigare l’impatto ambientale verso la città, serve un intervento chiaro da parte del Governo”.

A parlare è l’assessore regionale Cosimo Borraccino. “Auspico un rapido ed efficace intervento del Governo per consentire alla città di Taranto, ed al territorio jonico, di eliminare ogni rischio che potrebbe nuocere alla salute pubblica. Rivolgiamo ad Arcelor Mittal l’invito ad essere quanto più responsabile possibile ed attenta a questi temi. Occorre affrontare seriamente il discorso delle bonifiche non più procrastinabile”.

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