Il Consiglio regionale nella sua seduta di ieri ha approvato a maggioranza il disegno di legge che recepisce in Puglia il quadro dei Livelli assistenziali di assistenza (LEA) sociosanitari in riferimento alla persone non autosufficienti, con disabilità e con disturbi mentali con le relative compartecipazioni. Queste ultime, laddove difformi da quelle attuali, si applicheranno a decorrere dalla data di sottoscrizione degli accordi contrattuali con le strutture accreditate.
Il disegno di legge prevede, infine, che dalla data di entrata in vigore della legge, la competenza nella determinazione delle quota di compartecipazione a carico del FSR sarà della Giunta regionale, tenuto conto delle quote di compartecipazione in materia di LEA stabilite a livello statale.
C’era molta attesa, però, per la discussione e il voto sulla proposta di legge per l’abbattimento delle liste d’attesa in Sanità e sull’attività intramoenia dei medici. Ma tutto è slittato ancora una volta per una legge che a più di qualcuno risulta proprio indigeribile.
“Si fa ormai poco o niente, perché non si vogliono affrontare le questioni più importanti. Sulle liste d’attesa valgono finzioni e scuse per non decidere. C’è forse il timore di votare contro e pure a favore. Continui rinvii che non portano giovamento a nessuno. Siamo dispiaciuti. Ma speriamo sempre di poter dire che ci eravamo sbagliati”.
Ancora un rinvio (sono 4 mesi che slitta continuamente la discussione) al prossimo 19 marzo. E c’è chi nella maggioranza storce il naso e lo dice senza mezzi termini.
Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Sergio Blasi, Napoleone Cera, Ruggiero Mennea, Gianni Liviano e Donato Pentassuglia, commentando i lavori del Consiglio regionale.
“Speriamo che il prossimo 19 marzo cali il sipario sulla commedia dei rinvii, che va avanti da oltre un anno, per ostacolare il rigore di misure peraltro previste dalle norme statali e dal contratto dei medici. Ed è proprio per l’obbligo di attenersi a queste previsioni legislative e contrattuali che prima o poi si deciderà esattamente nel senso da noi auspicato, pur qualora il Consiglio regionale dovesse bocciare la proposta. Per questo motivo ogni indugio ci sembra clamorosamente fuori luogo”.











