HomeCulturaBari, la storia audiovisiva degli Artic Monkeys raccontata al Loop Festival

Bari, la storia audiovisiva degli Artic Monkeys raccontata al Loop Festival

Viviamo in un mondo interconnesso in cui  è possibile trovare in rete una grande quantità di contenuti musicali,  facilmente raggiungibili con un semplice click, eppure  nonostante questa grande accessibilità , ciò che viene sempre meno è proprio il piacere dell’ascolto.

Per questo  il Loop Festival,con la sua quarta edizione, sotto la direzione artistica di Michele Casella,    si occupa di valorizzare la musica contemporanea, attraverso l’analisi audiovisiva del percorso di importanti artisti della scena internazionale, con lo scopo  di educare ad un ascolto costruttivo delle band prese in riferimento.

Il  secondo appuntamento del festival, avvenuto martedì 12 presso il Cineporto di Bari, è  stato dedicato, questa volta, alla rock band inglese Artic  Monkeys e a coadiuvare il direttore artistico ci ha pensato il critico  Luca Pacilio, direttore della rivista di cinema online “Gli Spietati” e autore  de “ Il videoclip nell’era di Youtube” .

La particolarità che contraddistingue questa  band  è proprio la partenza  dal basso, attraverso la rete, che ha permesso al gruppo di  promuoversi prima ancora dell’ uscita del primo singolo, anticipando  a livello di marketing quello che oggi viene considerato usuale nell’ambito musicale, ovvero l’utilizzo sempre più frequente dei social network per la diffusione  dei  brani.   Ed è proprio in questo modo che il loro primo album  “Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not” uscito per Domino nel 2006,  è diventato sorprendentemente  il disco  più venduto della storia della Gran Bretagna,   superando per fino il primo album degli Oasis, promossi al contrario per mezzo della stampa.

Il percorso videografico della rock band parte, infatti,  dall’esigenza di farsi conoscere ad un vasto pubblico e ciò lo si evince dal primo videoclip del singolo “I Bet you Look Good on the Dancefloor”, lanciato dalla casa discografica Domino, che  mette in evidenza l’interesse della band nel  mostrarsi, attraverso una performance che invita gli ascoltatori  a ritrovare la stessa energia nelle esibizioni dal vivo.   Tale percorso videografico muterà completamente,  insieme alla loro musica,   dirigendosi  verso forme meno lineari, che pur continuando ad essere virali, nulla avevano a che fare con la promozione della loro immagine:   si parte da forme narrative e cinematografiche dalle tematiche  poco comprensibili, per passare alla dimensione urban,  sradicandosi  dal vincolo dello studio di registrazione, fino ad arrivare a dei veri e propri capolavori di animazione ,come ricordiamo nel singolo “Do I wanna know?”  del grande album di successo “ AM”“ ,accompagnato da una musica sempre più psichedelica, e con  immagini  che rimandano allo stile surreale del  grande fumettista Robert Crumb. Per concludere con l’ultimo  disco uscito nel 2018,  “Tranquility Base Hotel & Casino”, album dove la figura di Alex  Turner diventa sempre più centrale con riferimenti al cinema degli anni ’70.

Banner donazioni

Telegram PugliaIn

Per seguire in tempo reale tutte le news iscriviti gratuitamente al nostro canale Telegram

Roberta Lobascio
Roberta Lobascio
Classe '90,laureata alla magistrale di scienze dell'informazione e editoriale. Appassionata di giornalismo: dal 2015 collabora con varie testate locali e blog culturali. Da sempre sostenitrice dell'informazione corretta, contro ogni manipolazione.

Ultimi Articoli

spot_img
spot_img