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Il Consiglio regionale ha approvato ieri pomeriggio a maggioranza (20 voti favorevoli e 12 contrari, mentre il gruppo di Forza Italia non ha partecipato al voto) e con l’approvazione di alcuni emendamenti la proposta di legge, presentata da Amati, Cera, Colonna e Mennea sull’introduzione di alcune misure per provare a ridurre le liste d’attesa nella sanità pugliese, anche limitando l’attività intramoenia dei medici al di sotto di alcune soglie di prestazioni e tempistiche.
L’iter di approvazione (che ha fatto seguito a un lungo e, a tratti, aspro dibattito, e dopo mesi di rinvii della decisione e della votazione sull’articolato) si è sbloccato dopo la decisione di prevedere preliminarmente all’art. 1 la previsione del recepimento (atto peraltro dovuto), da parte della Regione, della recente Intesa Stato Regioni sul Piano nazionale delle liste d’attesa.
Del resto era chiaro il forte scontro politico, trasversale alle maggioranze regionali, soprattutto sull’articolo 3, che prevede la disciplina della sospensione dell’attività libero professionale nelle aziende sanitarie in caso di un disallineamento superiore a 5 giorni nell’erogazione delle prestazioni in regime istituzionale rispetto a quelle in ALPI, è stato interamente riscritto, in virtù di due emendamenti presentati da Ignazio Zullo e da Paolo Pellegrino.
In particolare il testo approvato ieri dal Consiglio Regionale prevede che entro due mesi, le aziende sanitarie dovranno provvedere all’adozione del Piano attuativo aziendale, con la previsione delle misure da adottare in caso di superamento dei tempi massimi stabiliti, tra cui la ridefinizione quali-quantitativa dei volumi di attività e della tipologia delle prestazioni; l’incremento delle ore a specialisti ambulatoriali interni già in servizio o attivando nuove ore attraverso la stipula di rapporti convenzionali e riprogrammazione delle ore di medicina specialistica ambulatoriale interna attraverso la stipula di rapporti convenzionali a tempo determinato e all’acquisto di prestazioni da operatori accreditati esterni in extra budget.
Ogni due mesi i direttori generali dovranno pubblicare sul sito internet aziendale i dati relativi al monitoraggio, sia con riferimento all’attività istituzionale che all’ALPI che saranno monitorati dalla Giunta regionale. I dati dovranno riferirsi a ogni singola unità operativa ospedaliera e territoriale. La prenotazione delle prestazioni, incluse quelle specialistiche (ad eccezione di quelle di medicina di laboratorio) potrà avere luogo solo attraverso il CUP. Gli inadempienti saranno soggetti a procedimento disciplinare, con il mancato riconoscimento per l’Alpi delle remunerazione prevista per l’attività libero professionale.
Inoltre è stato demandato al CUP dovrà prevedere un sistema di recall per ricordare all’assistito la data di erogazione della prestazione e per ricevere la disdette delle prenotazioni (articolo aggiuntivo approvato su proposta di Conca e Galante). L’assistito che non si presenta nel giorno previsto, senza aver dato disdetta nelle 48 ore precedenti, sarà tenuto al pagamento delle prestazione, anche se esente dal pagamento del ticket.
Altro punto centrale delle legge la nomina da parte dei Direttori generali delle aziende sanitarie del RULA (Responsabile unico aziendale sulle liste d’attesa) che dovrà sovrintendere all’attuazione e al raggiungimento degli obiettivi contenuti nel Piano aziendale. Nel caso del mancato raggiugimento degli obiettivi non avrà luogo la retribuzione (parziale o totale) della retribuzione di risultato. Previsto anche l’avvio del procedimento di decadenza del Direttore generale dell’azienda interessata.
Entro due mesi dall’entrata in vigore della legge, infine, le aziende sanitarie dovranno rideterminare le dotazioni organiche in funzione dell’aumento dell’efficienza e della migliore utilizzazione delle risorse umane, tenendo conto anche della necessità di abbattere le liste d’attesa.
I COMMENTI
Pellegrino: “Evitato assurdo atteggiamento punitivo contro i medici”.
“Con alcuni miei emendamenti concordati con il collega Zullo, abbiamo evitato un’assurda previsione normativa: la sospensione automatica dell’attività libero professionale rispetto a un allungamento delle liste attesa. Liste di attesa che combatteremo, ma non con una mera furia punitiva nei confronti dei medici”.
Lo dichiara il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, commentando il via libera del Consiglio regionale alla proposta di legge Amati sulla riduzione delle liste di attesa nella sanità.
“Alla fine – spiega Pellegrino – ha prevalso la linea moderata e costruttiva. Ma a mio avviso la cosa più importante è che nel caso in cui il cittadino non trovi risposte nel regime istituzionale, se non nei tempi più lunghi di quelli previsti alla legge, si può rivolgere a un erogatore pubblico e privato, cioè al regime alpi senza pagare la prestazione. E lo facciamo, secondo il mio emendamento, con prestazioni aggiuntive e incremento del fondo già finanziato dal regime Alpi”.
M5S: “Legge svilita rispetto al testo originario”
“Dopo una discussione di oltre 10 ore e un’attesa di oltre 15 mesi, la montagna ha partorito il topolino: una legge svilita rispetto al testo originario, non votata neanche dal proponente, che non contribuirà in alcun modo ad abbattere le liste d’attesa. Avremmo voluto un provvedimento coraggioso, che per una volta privilegiasse la salute dei pugliesi e non gli interessi dei medici e della vecchia politica, prevedendo la sospensione dell’attività intramoenia in caso di disallineamento tra i tempi di erogazione delle prestazioni nel pubblico e quelli delle prestazioni erogate in ALPI. Invece ci siamo ritrovati con un testo che addirittura privilegia l’attività intramoenia, andando sempre più a mortificare la sanità pubblica, utile solo a rappresentare una testimonianza dell’ennesima prova di forza interna a una maggioranza sempre più imbarazzante e a certificare l’ennesimo inciucio del centrosinistra con un centrodestra che corre in soccorso nei momenti di difficoltà”. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle.
Franzoso: “Il no di Emiliano è un favore alla casta”.
“Il no alla legge Amati sulle liste d’attesa dettato da Emiliano assesta un colpo durissimo al servizio sanitario gratuito, e blinda invece la casta del servizio a pagamento”. Lo dichiara Francesca Franzoso consigliere regionale di Forza Italia. “Oggi abbiamo appreso in aula che il cruccio dell’assessore alla Sanità, non è quello di garantire il servizio pubblico gratuito, di adoperarsi per renderlo efficiente ed attrattivo abbattendo le liste d’attesa, ma quello di non scalfire il diritto del servizio a pagamento. In nome della libertà di scelta di pochi, è stato sacrificato il diritto di tutti di curarsi in tempi dignitosi. Stasera, in un colpo, Emiliano ha fatto a pezzi lo spirito del servizio sanitario pubblico e la tenuta della sua maggioranza. Da domani i cittadini in fila ai Cup sapranno con chi prendersela”.
DIT: “Legge non risolve, ma è un buon inizio”
Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini al termine del consiglio regionale hanno diramato un comunicato congiunto: “La Puglia da oggi si dota di una Legge per la riduzione delle liste d’attesa che magari non risolverà del tutto i problemi, ma sicuramente è un buon inizio. Chiaramente siamo soddisfatti perché abbiamo contribuito decisamente a spostare l’asse della Proposta di Legge del collega Amati da un’idea punitiva degli operatori sanitari, in un sistema pubblico in forte difficoltà per carenza di organico, su un versante di equilibrio del sistema che richiede sinergie cooperative di tutte le parti in causa e mettendo al centro il malato e non la spesa”.
Damascelli: “Pagina disdicevole, centrosinistra usa tema drammatico per braccio di ferro in maggioranza”
“Oggi in Consiglio regionale – scrive il consigliere regionale di Forza Italia Domenico Damascelli – è stata scritta una pagina molto triste per la Puglia: è disdicevole utilizzare un tema così delicato e importante per i cittadini, come le liste d’attesa nella sanità, per un braccio di ferro all’interno della maggioranza. Purtroppo è esattamente quello che è accaduto: le liste d’attesa chilometriche sono frutto della gestione a firma del centrosinistra, che governa la Regione da quasi 15 anni. Discutere per ore e ore in Consiglio regionale solo per consentire alle fazioni del centrosinistra di duellare in aula, è veramente mortificante. È per questo che abbiamo deciso di non prestarci a questi giochi tra faide della maggioranza, mentre i cittadini chiedono risposte vere. Ci sono persone che muoiono perché le liste d’attesa non consentono di intervenire con immediatezza ed è un dramma che investe tutta la popolazione pugliese e colpisce i più fragili”.











