Il 4 aprile alle ore 10, presso la nuova sede del Consiglio regionale della Puglia in via Gentile 52 a Bari, si terrà il seminario “Per una storia del Consiglio regionale della Puglia” con i professori Giuseppe Vacca e Luigi Masella e i giovani ricercatori della Fondazione Gramsci di Puglia. I lavori saranno introdotti dalla dirigente della Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale Anna Vita Perrone.
Tale iniziativa è prevista nell’ambito di un progetto di ricerca della Fondazione Gramsci Puglia e promosso dallo stesso Consiglio regionale e dalla sua biblioteca “Teca del Mediterraneo”.
Il presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo, nel presentare l’iniziativa, ha dichiarato di prendere atto “con soddisfazione della sinergia tra la nostra Assemblea e la Fondazione Gramsci, che hanno promosso l’evento per un approfondimento di ricerca sulla funzione istituzionale, storica e culturale del Consiglio regionale e del ruolo che esercita in Puglia da mezzo secolo”.
Il progetto coinvolge un gruppo di giovani ricercatori di storia contemporanea e costituisce un intervento importante nel panorama storiografico nazionale come sottolinea Luigi Masella docente di storia contemporanea alla Università di Bari “esiste infatti una messe anche consistente di studi sugli aspetti giuridici, costituzionali e politologici del nostro ordinamento regionale ma sul piano delle specifiche vicende interne alle singole realtà regionali i risultati sono invece quasi sempre deludenti.
E’ la storia del Consiglio regionale pugliese, ricostruita attraverso lo studio della enorme documentazione digitalizzata dei dibattiti tra le forze politiche, degli orientamenti legislativi e dei rapporti tra Consiglio e giunta nel corso delle diverse legislature che si sono susseguite nel corso dell’ultimo cinquantennio.
Analisi della composizione sociale e professionale dei consiglieri, ricostruzione dei percorsi che hanno sollecitato interventi e concreti atti politici in direzione di scelte di politica commerciale e di “politica estera” verso l’Europa, di “prossimità” verso i paesi dirimpettai dell’Adriatico e verso i popoli del Medio Oriente completano il quadro di un prodotto che potrà offrire elementi di discussione ai ceti politici e intellettuali della regione, ma aspira a segnare un punto di riferimento nazionale per possibili studi storici di altre realtà regionali”.
Lo sviluppo della ricerca coincide con una nuova fase del dibattito politico sui caratteri del regionalismo italiano e le possibili trasformazioni dell’assetto istituzionale. Pur senza intervenire direttamente in un dibattito politico che già oggi appare denso di confronti e approfondimenti analitici, per i riflessi che esso potrebbe avere sul piano delle politiche fiscali e di bilancio oltre che sulle relazioni e gli equilibri fra le stesse regioni, una storia del consiglio regionale consente molti elementi di riflessione su tappe e caratteri delle politiche di decentramento, sul rapporto tra regionalismo e federalismo e sulle concrete traduzioni di essi nell’ impianto istituzionale italiano.











