Domenica 28 sarà Bari-Rotonda, ma sarà anche l’occasione per i biancorossi di festeggiare tra le mura amiche del San Nicola la promozione in Serie C davanti ai suoi tifosi. “Finalmente possiamo parlare di Serie C ora che siamo riusciti ad ottenere ciò che ci eravamo prefissi. Contava vincere il campionato con le buone o con le cattive, ce l’abbiamo fatta”. Queste le parole di mister Giovanni Cornacchini nella lunga conferenza stampa che ripercorre il cammino dei galletti verso la serie C.
“Sono felice per come sono andate le cose. – ha continuato Cornacchini – Mi piacerebbe togliere qualche sassolino dalla scarpa ma resisto. Le critiche mi stimolano a far vedere che non sono fondate”. Domanda inevitabile è sulla sua permanenza a Bari: “Non si è parlato di nulla, – dice – non ci sono problemi, ancora non c’è tempo. Preferisco evitare di rispondere a questa domanda. Non so se è nella prassi ma è giusto così”.
Le critiche nei confronti di Cornacchini riguardavano la qualità del gioco e la gestione delle gare. Ma soprattutto il fatto che nei primi mesi dell’anno il suo Bari ha subito un calo fisico e di risultati, favorendo indirettamente la cavalcata dell’inseguitrice Turris: “Ognuno può dire quello che vuole. Non c’era tempo per il calcio champagne, c’era da essere molto pratici a prescindere da come e in quanto tempo è stata assemblata la squadra. A livello di gioco si poteva far meglio ma da quel punto di vista avremo tempo, o per me o per qualcun altro. Per tutti la serie D era un campionato molto semplice ma la realtà è un’altra. Il tifoso deve essere contento della società che ha preso il club, è una società solida, quindi deve sperare che i De Laurentiis rimangano qui a lungo. Di allenatori e giocatori ce ne sono una marea, le proprietà serie, invece, sono sempre meno”.
Coerentemente con il suo carattere, Cornacchini, al termine della gara contro il Troina, ha guadagnato subito la via degli spogliatoi lasciando festeggiare i calciatori in campo: “Sono i giocatori che vanno in campo. – continua – Il merito era loro e non avevo voglia di toglierglielo. Io a 53 anni non posso cambiare, la tifoseria è strepitosa, io ho un mio carattere. Mi sembrava giusto che i ragazzi ricevessero l’affetto dei tifosi”.
Ma questo è stato un campionato speciale anche per il tecnico biancorosso: “Porterò con me davvero tutto. Molto di quello che è successo nello spogliatoio voi non potete saperlo. La gestione di alcune dinamiche poteva essere complessa ma è stata stimolante. La vittoria più bella certamente è stata quella di Acireale in 9 su un campo improponibile e al netto di un’accoglienza non proprio al top”.




















