HomePoliticaLe polemiche sull'Arpal. Cassano promette denunce. Dit: "Ci invita a nozze!"

Le polemiche sull’Arpal. Cassano promette denunce. Dit: “Ci invita a nozze!”

Sono tante le polemiche sull’Arpal, la neonata Agenzia regionale sulle politiche attive del lavoro, sulla sulle short list per il reclutamento del personale, sulla nomina del suo direttore generale Massimo Cassano e sul suo operato. Tanto da occupare per gran parte la riunione di ieri del Consiglio Regionale pugliese per poi arrivare ad un rinvio del voto sulla mozione presentata dal centrodestra per chiederne la rimozione alla Giunta regionale.

Che Massimo Cassano e la sua figura sia al centro della polemica politica regionale è fin troppo facile comprenderlo. Parlamentare di centrodestra, sottosegretario dei governi Renzi e Gentiloni, promotore di un movimento centrista vicino a Michele Emiliano ed uno dei suoi principali puntelli in Regione Puglia per una maggioranza con numeri risicati, è indicato dal centrodestra, e da Direzione Italia in particolare, come una delle principali “cambiali” politiche che Emiliano si è trovato all’incasso ad ormai meno di un anno dalle prossime elezioni regionali.

Cassano ora non ci sta, e promette denunce per tutelare la sua posizione e la correttezza del suo operato.

“Sottolineo – ha scritto Cassano in una lettera aperta pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno – rivolgendomi alle Cassandre che abbondano nel panorama politico e non solo, che sono approdato a questo ruolo dopo aver ricoperto per anni quello di Sottosegretario di Stato al ramo ed aver affrontato in un periodo tra i più complessi della storia del nostro Paese, alcune delle vertenze più difficili per la salvaguardia e lo sviluppo dei livelli occupazionali del Mezzogiorno d’Italia. Ricordo che fare politica, soprattutto a livello territoriale, può essere utile e producente per la collettività, solo se si ha l’umiltà di ascoltare, studiare, offrirsi al sacrificio. Insegnamenti che, mi accorgo con estremo dispiacere, vengono sistematicamente ignorati, con l’unico risultato di esporsi senza ritegno al pubblico ludibrio. Ma soprattutto, in caso di espressioni e scritti carichi di rancore e odio dal forte sapore calunnioso, a eventuali azioni giudiziarie a tutela della mia persone, della mia attività, dell’attività dell’Arpal e di chi ancora crede in un’azione libera da quei legami clientelari che tanti danni in passato hanno fatto alla società pugliese e che, nonostante tutto, continuano sistematicamente a riaffacciarsi”.

Poi nello specifico sottolinea: “Arpal è l’ultima nata della agenzie regionali. Molte altre hanno avuto lunghi periodi di commissariamento usando, a norma di legge, le loro shorting list in percentuali varie, ove c’era e c’è la necessità per l’agevole funzionamento della macchina tecnica e amministrativa. Arpal al momento non ha ancora utilizzato le shortiing list, perché non ha terminato le procedure necessarie all’azione dell’Agenzia stessa, non potendo di conseguenza ancora disporre materialmente delle risorse concesse. Quindi mi chiedo cosa ci sia dietro questo continuo «processo preventivo» ai danni di Arpal Puglia. Se qualcuno spera di utilizzare una qualsivoglia tattica a proprio personale vantaggio, è bene che sappia che troverà risposte a colpi di denunce all’autorità giudiziaria”.

Il riferimento ai fittiani è chiaro. E dai consiglieri regionali di Direzione Italia ((Ignazio Zullo, Francesco Ventola, Luigi Manca e Renato Perrini) la risposta non tarda ad arrivare.

“Leggiamo che il dott. Massimo Cassano minaccia di adire l’Autorità Giudiziaria per denunciare la nostra azione politica, quella che instancabilmente stiamo conducendo sulla sua nomina a commissario straordinario dell’Arpal Puglia voluta dal presidente Michele Emiliano.

“Se pensa di intimidirci sappia che non ci riesce, anzi può essere l’occasione perché altri organi possano accendere i riflettori sulla stessa nomina. Dal canto nostro, continueremo a porre in evidenza sia l’illegittimità di una nomina non prevista dalla Legge regionale istitutiva dell’Agenzia, sia l’inopportunità della sua nomina in quanto capo politico di una forza politica tutta protesa nelle campagne elettorali Amministrative, Europee e prossime Regionali, sia  l’inadeguatezza rispetto al Codice Etico dei pubblici amministratori che la nostra Regione osserva e la non aderenza a un’etica pubblica che vorrebbe che l’offerta di una poltrona non debba servire a creare ‘uccelli migratori’. Se per il dott. Cassano siamo noi a ledere la sua immagine vada avanti, noi gli andremo dietro, ci invita a nozze!”

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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