Il 17 e 18 maggio a Bari ci sarà il raduno della community di WordPress. In queste ore si svolgono freneticamente le ultime attività preparatorie per questo evento di risalto nazionale. Tutto pronto ormai, mancano i dettagli. Il WordCamp Bari 2019 sta per partire, a mano a mano che la due giorni si avvicina, i biglietti vengono acquistati: l’obiettivo di confermare il successo della prima edizione non sembra lontano. Approfittiamo di un momento di “pausa lavoro” per fare una chiacchierata con Francesco Cozzi, leader organizer del WordCamp barese.
Francesco è uno sviluppatore web di 32 anni e ha fatto della propria passione un lavoro. Cozzi trova il modo, attraverso la community di WordPress di dare qualcosa alla grande famiglia Wp rispondendo a pieno al principio partecipativo della comunità della piattaforma Cms open source.
Allora Francesco fra circa una settimana si apre la seconda edizione del WordCamp Bari che è certamente il momento di più rappresentativo per la comunità pugliese, ma immagino sul territorio non siate nati l’anno scorso ma ci sia stato un percorso, vero?
“Beh, ad essere sinceri in Italia ci siamo mossi un po’ in ritardo rispetto al resto del mondo. WordPress esiste dal 2003, poco dopo, negli Stati uniti, è sorta la prima community e poi via, via nel resto del mondo sino a giungere anche in Italia, con circa cinque anni di ritardo. All’epoca, io sono stato uno dei fondatori insieme ad un’altro pugliese Francesco De Candia. A Bari abbiamo fondato la prima community del Sud Italia”.
Ma su quanti membri può contare la comunità pugliese?
“Su scala nazionale diverse migliaia di persone, su Bari possiamo prendere a riferimento il dato della partecipazione dello scorso WordCamp: 200 persone circa”.
Come siete strutturati. Avete una organizzazione, vi incontrate solo in occasioni come i WordCamp?
“No, assolutamente, i WordCamp sono momenti importanti ma non gli unici nostri incontri. Tenga conto che ogni mese facciamo dei meetup da 30-40 persone in ogni capoluogo di provincia pugliese”.
Questi incontri sono aperti a chiunque? Come si fa a partecipare?
“WordPress è una fondazione statunitense che da la possibilità ai gruppi informali di organizzarsi su scala locale, tutto in modo molto trasparente. Le nostre comunità sono “aperte” perché il tutto è basato sul principio dell’open source.
Credo fortemente nelle condivisioni e nell’interscambio di competenze, vedo il momento della condivisione come una crescita per tutti”.
In tutto il mondo quindi, i gruppi locali organizzano i WordCamp, ma quali sono le finalità di questi eventi?
“Si parte dall’idea dell’open source e dal contributo libero che ognuno può dare. C’è la massima apertura, tant’è che raccogliamo le candidature sia per gli speaker che per gli argomenti attraverso un voto pubblico. Questo consente di differenziare e avere argomenti sempre diversi. Non esistono due WordCamp uguali. Per esempio, quello organizzato a Torino ha un taglio più orientato verso gli sviluppatori mentre quello di Bari è più bilanciato tiene conto di un po’ tutte le anime di Wp: sviluppatori, designer, content producer, traduttori, tester, esperti di UX e accessibilità, studenti”.
Quali gli scenari futuri?
“Wp al momento è la piattaforma più adottata nel mondo e permette di sviluppare siti web anche con competenze minime, non devi necessariamente saper scrivere codice.
Il suo punto di forza è la grande community sparsa nel mondo e pronta a migliorare la piattaforma. Questo significa avere un prodotto maturo e sempre aggiornato. C’è una road map che guarda a periodi di medio termine di cinque anni. Insomma una community così vasta garantisce un futuro solido”.
Quindi se le proponessi di lavorare su una piattaforma diversa da WordPress risulterei un provocatore?
“Non ho alcun problema a lavorare su altri Cms, già accade nel mio lavoro – mi dice sorridendo l’organizzatore del WordCamp – ma c’è una differenza sostanziale fra un prodotto open source e un prodotto commerciale. Il primo è libertà di espressione e creatività che in questo momento di appiattimento culturale sul anche sul web sono fondamentali, il secondo nei fatti, risulta essere un prodotto chiuso e condizionato da strategie commerciali”.
A quanti WordCamp ha partecipato?
“Dunque, vediamo… il primo fu quello di Torino nel 2013, e ci sono tornato altre 2 volte, poi due volte a Milano, Vienna, Verona e a giugno vado a Berlino… senza dimenticare questi di Bari… quindi sono 10 entro l’estate”.
I dieci minuti previsti per l’intervista sono andati velocemente oltre e la pausa è finita da tempo. Lascio tornare Francesco Cozzi alla organizzazione del WordCamp, tanto in questi giorni avremo modo di conoscere ancora meglio questa realtà.




















