HomeEconomia & SviluppoEconomiaL’Agenzia delle Entrate ora ti controlla se risparmi troppo

L’Agenzia delle Entrate ora ti controlla se risparmi troppo

L’ultima follia, annunciata lo scorso anno ed ultimata in questo, è il risparmiometro, il nuovo strumento che permetterà una anagrafe sui conti correnti degli italiani, non solo professionisti ed imprese, ma anche persone fisiche. Dopo i pareri positivi del Garante della Privacy, si parte con i controlli incrociati.

Sei disoccupato? Hai un 730 troppo esile? Hai “reddito 0” eppure non tocchi mai il denaro sul conto? Le banche trasferiranno i movimenti di inizio/fine anno e la giacenza media all’Agenzia delle Entrate, che di fronte ad incongruenze rilevanti tra spese e risparmi intatti, vi inserirà nelle maglie dell’accertamento.

La prima fase verrà gestita in autonomia da un computer, che secondo algoritmo vi censirà in una lista di possibili bersagli. Poi interviene la supervisione umana (speriamo valida), dopodiché scatterà l’avviso per il contribuente, che avrà diritto al contraddittorio preventivo.

Ovvero prima che venga formalizzata la contestazione, e quindi senza la necessità di ricorrere ad un giudice, potranno essere prodotte prove scritte (in via esclusiva, non testimoniali) con date certe, che dimostrino la provenienza del denaro per poter vivere. Ovvero il fisco si chiede: “Lei come fa a vivere, pagare utenze, bollette, senza toccare mai i suoi risparmi?”

Eredità? Prestiti? Genitori? Andrà dimostrato. Dopo il redditometro una nuova formula ancora più pericolosa ed invasiva di accertamento, di violazione della sfera privata delle persone. Un altro colpo letale alla circolazione del contante, perché si vuol spingere i cittadini ad usare bonifici e giroconti anche per questioni interne, altrimenti il fisco s’insospettisce.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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