Si chiude il fascicolo d’indagine e si apre un nuovo capitolo per la Xylella: l’archiviazione dell’inchiesta leccese, che contava dieci indagati per diffusione colposa di una malattia delle piante, non ha però sciolto tuttigli aspetti poco chiari di un fenomeno che, in Puglia, è esploso a partire dalla fine degli 2013, quando, per una cosiddetta “intuizione” di un docente dell’Università di Bari, si è attribuito il disseccamento al batterio da quarantena Xylella fastidiosa. Ma i prodromi degli essiccamenti degli alberi di ulivo in Salento risalgono a molti anni prima, non più tardi del 2006.
Una nuova lettura della sentenza che ha ha chiuso l’inchiesta in Salento perchè non è possibile dimostrare il nesso causale tra la fitopatia provocata dal vettore della Sputacchina e le condotte tenute dai dieci indagati.
Piuttosto “dall’attività svolta è emerso in maniera inconfutabile che la prima datazione degli essiccamenti degli alberi d’olivo nel Salento, con informazione agli organi preposti (studio/ricerca e consorzio agrario), risale agli anni 2004/2006”. Quindi nove anni prima. Questo fa leggere l’intera faccenda sotto una luce nuova: gli interventi fatti da istituzioni, politica e ricerca “si sono dimostrati assolutamente disarticolati, tardivi, caratterizzati da scarsa trasparenza e professionalità e non consoni ad una corretta gestione dell’emergenza”. Lo scrive il gip del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati.
A commentare la sentenza è arrivata una nota congiunta del Presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro e del Presidente di Confagricoltura Lecce Maurizio Cezzi che, naturalmente, esprimono soddisfazione per l’esito dell’inchiesta.
“L’archiviazione dell’inchiesta – scrivono i due – sulla xylella e delle posizioni degli indagati ci fa tirare un sospiro di sollievo. Sia perché si è conclusa una situazione certamente incresciosa per persone del calibro del Generale Giuseppe Silletti e di una parte importante della comunità scientifica pugliese. Sia perché finalmente si potrà procedere con serenità ad affrontare e porre riparo all’epidemia e i danni conseguenti. Chiusa la vicenda giudiziaria, restano però le responsabilità accumulate da chi in questi anni ha assunto atteggiamenti contraddittori sulla questione. L’attendismo delle istituzioni si è tradotto in un danno enorme per l’economia del nostro territorio. E non si può far finta che basti un colpo di spugna per cancellare le responsabilità”.
“Confagricoltura Puglia e Confagricoltura Lecce – sottolineano – saranno al fianco degli agricoltori pugliesi, dei frantoiani e di quanti hanno a cuore l’ambiente e il paesaggio del Salento, tutti danneggiati disastrosamente dalla xylella per le conseguenze delle mancate azioni istituzionali”.











