A Bari, il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia e Comunicazione attua un’iniziativa di solidarietà nei confronti del provvedimento di sospensione dell’insegnante di Palermo, Rosa Maria Dell’Aira per tutelare il diritto all’insegnamento libero e pensante previsto dal nostro mandamento costituzionale. Ad amplificare l’importanza di tale iniziativa, l’arrivo a Bari del Ministro dell’interno, Matteo Salvini, al centro della polemica per la sospensione dell’insegnante. Secondo un’ispezione ministeriale Rosa, docente da trent’anni presso l’istituto industriale Vittorio Emanuele di Palermo, è stata sospesa in quanto non avrebbe tutelato sufficientemente sul lavoro dei suoi studenti che nella giornata della memoria avevano presentato un video elaborato che accostasse le leggi razziali del 1938 al decreto di sicurezza promosso da Salvini, direzionando gli alunni ad agire secondo una personale opinione politica.
A sostegno di tale danno morale e professionale e di protesta contro ogni minima pressione da parte delle istituzioni, i professori del dipartimento hanno voluto innalzare nel palazzo ex Enel uno striscione che riprendesse l’articolo 33 della Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.
L’insegnamento non deve e non può essere punibile laddove l’alunno durante un compito in classe decida di esprimere in libertà una propria opinione, inoltre la libertà di insegnamento è tutelata dalla Costituzione, purché non oltrepassi il limite del buon costume e non minacci l’ordine pubblico.
Il consiglio di Dipartimento infatti ha approvato in tempi record un documento di solidarietà nei confronti della docente “sospesa dal proprio lavoro, non per essersi sottratta ai propri compiti di educatrice, bensì per aver assolto al proprio dovere di contribuire alla formazione di menti libere e pensanti, secondo quanto previsto dal mandato costituzionale”.











